Chiesa in piazza
In
Storie di Oggi, Bruno Ugolini chiede se
la Chiesa riesce a vedere i problemi della società nella quale viviamo quando decide di scendere giù nelle piazze?
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Ma che cosa inquieta questi uomini di preghiera trasformati in agitatori sociali? I contratti di lavoro che non vengono rinnovati? La media giornaliera dei morti in fabbriche e cantieri? No, l’obiettivo è impedire l'oscura e terribile minaccia dei Dico. Cardinali e monsignori sono preoccupati per questi poveri di spirito chiusi in coppie libertine. Non s’interessano dei poveri di pane e diritti. Sono i nuovi sindacalisti, in abito talare, contro il peccato dell’amore privo di tutti i crismi. Fra poco faranno staccare anche i peccaminosi lucchetti simbolici appesi dagli adolescenti a Ponte Milvio, in quel di Roma. Simboli del demonio."
Personalmente penso che tanti preti e suore sono impegnati nella prima fila contro i mali reali della società, ma quella loro lotta non è l'argomento del momento per le gerarchie della chiesa. Pensandoci bene, forse non lo è mai stata, ne anche durante gli anni di gloria della teologia della liberazione, forse ne anche quando San Francesco predicava!
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Voci musulmani
Sherif El Sebaie, l'opinionista di origini egiziane, che scrive sul 'Manifesto' è
indignato perché pensa che un giornalista serio come Santoro non doveva limitarsi a far sentire le voci dell'islam ortodossa e/o fondamentalista.
"Io come altri a Torino siamo indignati del fatto che non abbiano contattato nessuna voce positiva e 'presentabile' della comunità locale, mentre in realtà quasi tutto il servizio era concentrato su Torino."
Secondo El Sebaie esistono
voci moderate e moderne anche tra i musulmani e queste devono essere interpellate di più.
Personalmente penso che certi personaggi fondamentalisti oltre alla loro immagine pubblica rinforzata, diventano e assumano un ruolo più auorevole nelle proprie comunità perché l'attenzione esagerata di media legittima le loro posizioni estremiste ed è importante sostenere le voci moderate e libere.
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