Bistrishki Babi Dalla Bulgaria di Sunil Deepak, 2 novembre 2008, Bologna

La 19a edizione del festival di musica etnica “Suoni dal Mondo” organizzato dal CIMES (Centro di musica e spettacolo) del Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’università di Bologna è stata inaugurata con un concerto di un gruppo di donne provenienti dalla Bulgaria, il gruppo di Bistrishki Babi

Questa presentazione di Bistrishka Babi è stata fatta da dalla prof.ssa Mila Santova, direttrice dell’istituto di Folklore dell’Accademia delle Scienze della Bulgaria. Alcune informazioni aggiuntive sono invece state rilasciata dalla prof.ssa Santova in un’intervista. (nella foto sotto a sinistra) 

Gruppo Bistrishki Babi - Prof.sa Milo SantovaProf.ssa Santova aveva iniziato una mappatura e documentazione culturale di Bistrishki in collaborazione con il comitato dell’UNESCO tra il 2001-02. In seguito, nel 2004 il gruppo di Bistrishka Babi è stato inserito nel terzo proclamo dell’UNESCO come una delle opere del “Patrimonio Culturale dell’Umanità”. Uno dei criteri che aveva determinato la scelta del gruppo di Bistrishki Babi da parte dell’UNESCO era l’arcaicità della tradizione musicale di questo gruppo. 

Il villaggio di Bistrishki si trova sulla montagna di Bitosha, a circa 10 km dalla capitale bulgara, Sofia. Shatuk è la valle nella quale si trova la città di Sofia circondata dalle montagne. Dal punto di vista culturale è una regione molto conservativa. Il villaggio ha conservato una forma molta antica della polifonicità femminile. Una volta, questa tradizione della musica polifonica era diffusa in tutta l’area europea a partire dalla Corsica fino alla Georgia, ma era sopratutto una tradizione musicale maschile. Soltanto in Bulgaria si era stabilità una tradizione femminile della polifonicità che si è conservata nel villaggio di Bistrishki. Vi sono tradizioni antiche simili in area del mediterraneo come l’Italia, la Spagna e il Marrocco, ma sono tradizioni musicali polifoniche maschili. 

Tradizione musicale di Bistrishki

La tradizione musicale di Bistrishki è una tradizione di sapere musicale orale, che è stato tramandato dalle generazioni senza essere interrotta. Il gruppo di Bistrishka Babi si è costituito nella sua formazione attuale all’inizio del ventesimo secolo, che si poggia su una tradizione non formale molto più antica. Nella sua attuale struttura, il gruppo è costitutio da terza e quarta generazione delle babi (nonne) di Bistrishka. Due delle donne del gruppo sono morte negli ultimi anni e sono state sostituite da 2 donne più giovani della quarta generazione. 

La tradizione musicale di Bistrishki è una tradizione vitale e dinamica, e continua a sopravvivere perché da parte delle generazioni nuove vi è forte interesse in impararla ed a seguirla. Essa continua ad essere una tradizione orale, nonostante i progressi tecnologici di oggi. Il gruppo ha una sua direttrice che assicura la continuità con le tradizioni. 

Anche i canali di apprendimento musicale per le giovani generazioni continuano ad essere tradizionali, ciò è imparare ascoltando le donne più anziane. Vi sono gruppi di donne più giovani di diverse età che seguono questo apprendimento. Questo sistema musicale è diverso dal sistema di musica classica occidentale. Se le persone hanno Gruppo Bistrishki Babiprima imparato le basi della musica classica o gli altri sistemi musicali, la loro capacità di apprendimento della musica polifonica tradizionale diventa compromessa, e esse fanno più fatica ad imparare il sistema del canto polifonico tradizionale. In fatti il gruppo preferisce avere persone giovani che non hanno nozioni di musica classica o di altri sistemi musicali. 

Anche per le persone che l’ascoltano per la prima volta, se non hanno conoscenza di linguaggi musicali diversi dalla musica occidentale, non sempre riescono a capirla e possono sentire un senso di estraniamento. 

Il Gruppo di Bistrishki Babi

Il gruppo è costituito da 9 elementi divisi in due gruppi, un gruppo di 4 elementi e l’altro di 5, per una diafonia. All’interno, ogni gruppo ha diversi elementi per la polifonia. Il canto di un gruppo è costituito da diversi elementi tra i quali il grido, il ruggito, il contorno, i quali vengono utilizzati per intersicare le voci e per creare trame musicali complesse e polifoniche. Queste trame sono duplicate e triplicate dal gioco tra i due gruppi. La melodia è disegnata dalla prima voce (grido) ma poi, nessuna voce da sola costruisce la melodia, la quale è un risultato dell’insieme delle voci. Anticamente, la nozione di questi canti non era di musica ma di grido. Questo tipo di tradizioni erano legate al tempo di mietere il raccolto nei campi. 

Tutto il repertorio musicale sta nelle teste delle donne, non è stato scritto da nessuna parte. Le canzoni hanno Gruppo Bistrishki Babialcune parole così antiche che non sono più usate e il loro significato è stato dimenticato anche da queste donne che le cantano. Le donne del gruppo hanno altri lavori e il canto è sopratutto una passione. Anche le giovani donne apprezzano la loro musica antica per cui è una tradizione viva. 

Commento

Prof. Santova non parla bene l’inglese e preferisce parlare in francese mentre il mio francese è un po’ limitato. Avrei voluto farle molte altre domande e mi sarebbe piaciuto molto parlare direttamente con le donne del gruppo ma le donne di Bistrishika parlano soltanto il bulgaro. 

Per esempio avrei voluto approfondire il lato spirituale di questa esperienza musicale. Sentir cantare le donne di Bistrishki, (il verbo “cantare” non è proprio adatto per descrivere le voci perché di fatto questo canto sembra un combattimento, una recita che esprime coraggio e duro lavoro e non una melodia convenzionale) fa subito intuire che dietro il canto vi è un’esperienza spirituale, un contatto con una parte profonda del nostro essere. Penso che tutte le esperienze musicali intense possono portare a questo tipo di esperienza “spirituale”. In qualche modo la loro collocazione nelle montagne ha permesso a loro di salvaguardare la tradizione e allo stesso momento, probabilmente la tradizione ha dato loro la possibilità di avere un contatto con qualcosa di profondo. 

Penso che sicuramente il riconoscimento dell’UNESCO deve aver cambiato il ruolo di queste donne nella loro comunità. Avrei voluto chiedere, se essere riconosciuti ed essere invitati a presentare la loro tradizione all’estero, le ha cambiato in qualche modo? I loro rapporti interni nelle famiglie sono cambiati? Forse anche l’interesse delle giovani generazioni è cambiato proprio per questo riconoscimento? E cosa succede se un ragazzo o un uomo vuole imparare questo canto? Sono tutte domande che non ho potuto fare. 

Comunque è stata un’esperienza molto particolare. Sentire le voci delle nonne di Bistrishka mi faceva venire pelle d’oca e sentivo il mio cuore palpitare. Delle volte pensavo alle preghiere buddiste e ai canti tradizionali della Mongolia, altre volte mi sembrava di sentire i mantra delle Veda indiane durante la preghiera al dio fuoco nella cerimonia di Yaghna. 

Prof. Santova può essere contattata al seguente indirizzo: mila_santova(at)yahoo.com

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