giovedì, dicembre 15, 2005
Pinter e Pintor
Fu Mariangela a introdurmi al mondo di Luigi Pintor.
Quando sentì che Harold Pinter ha vinto il premio nobel 2005 per la letteratura, il mio cervello ignorò la parola "Harold" e convertì "Pinter" in "Pintor". Wow! Ero proprio contento e volevo dirlo a Mariangela. Alla sera, a casa dissi a mia moglie che era strano che non se ne parlava di più in Italia, non è ogni giorno che uno scrittore italiano riceve il premio nobel. Per quanto ne so, l'unico altro vincitore italiano di questo premio (per la letteratura) è Dario Fo.
Comunque andai al sito del premi nobel per leggere il suo intervento di accettazione e fu soltanto allora che capì che il vincitore del premio è Harold Pinter, scrittore per il teatro, sceneggiatore e attivista politico. Già un anno fa in un'intervista sulla BBC, lui fu molto duro nella sua denuncia di Bush e Blair per la guerra in Iraq e chiedeva che entrambi fossi trattati per i crimini di guerra. Si può vedere questa intervista tramite internet.
Il suo intervento di accettazione del premio nobel, è altrettanto duro. Da una parte lui parla del proprio processo creativo e come i personaggio assumono la propria vita e non "obbediscono" più all'autore, dall'altra lui espone i propri pensieri politici. Secondo lui, le storie di repressione, crudeltà e morte in Unione Sovietica e sotto i regimi comunisti, sono stati ampiamente studiati e commentati, ma dall'altra parte, viene ignorato dagli studiosi, il ruolo giocato dall'America contro governi che vogliono portare i benefici legati all'educazione e alla salute ai propri cittadini, essi si trovano marchiati "comunisti" e l'America fa di tutto per distruggere questi regimi, sostituendoli con dittatori disposti ad ammettere multinazionali, ed a quel punto, iniziano le lodi dei benefici della loro democraticità.
E' un intervento molto duro e chiaro, non basato sulle emozioni, ma con degli esempi ragionati e razionali. Sicuramente, qualcuno l'avrà già tradotto in italiano, ma in tanto potete leggerlo anche in inglese al sito del premi nobel.
Quando sentì che Harold Pinter ha vinto il premio nobel 2005 per la letteratura, il mio cervello ignorò la parola "Harold" e convertì "Pinter" in "Pintor". Wow! Ero proprio contento e volevo dirlo a Mariangela. Alla sera, a casa dissi a mia moglie che era strano che non se ne parlava di più in Italia, non è ogni giorno che uno scrittore italiano riceve il premio nobel. Per quanto ne so, l'unico altro vincitore italiano di questo premio (per la letteratura) è Dario Fo.
Comunque andai al sito del premi nobel per leggere il suo intervento di accettazione e fu soltanto allora che capì che il vincitore del premio è Harold Pinter, scrittore per il teatro, sceneggiatore e attivista politico. Già un anno fa in un'intervista sulla BBC, lui fu molto duro nella sua denuncia di Bush e Blair per la guerra in Iraq e chiedeva che entrambi fossi trattati per i crimini di guerra. Si può vedere questa intervista tramite internet.
Il suo intervento di accettazione del premio nobel, è altrettanto duro. Da una parte lui parla del proprio processo creativo e come i personaggio assumono la propria vita e non "obbediscono" più all'autore, dall'altra lui espone i propri pensieri politici. Secondo lui, le storie di repressione, crudeltà e morte in Unione Sovietica e sotto i regimi comunisti, sono stati ampiamente studiati e commentati, ma dall'altra parte, viene ignorato dagli studiosi, il ruolo giocato dall'America contro governi che vogliono portare i benefici legati all'educazione e alla salute ai propri cittadini, essi si trovano marchiati "comunisti" e l'America fa di tutto per distruggere questi regimi, sostituendoli con dittatori disposti ad ammettere multinazionali, ed a quel punto, iniziano le lodi dei benefici della loro democraticità.
E' un intervento molto duro e chiaro, non basato sulle emozioni, ma con degli esempi ragionati e razionali. Sicuramente, qualcuno l'avrà già tradotto in italiano, ma in tanto potete leggerlo anche in inglese al sito del premi nobel.
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