domenica, giugno 18, 2006
L'ambiente e gli esseri umani
Ho finito di leggere "Ebano" scritto da un giornalista polacco, Ryszard Kapuscinski, riguardo i suoi viaggi in Africa (Univ. Economica Feltrinelli editore, 2000) . Il libro raccoglie diversi scritti di Kapuscinski scritti nel arco di molti anni e in quel senso presenta un'evoluzione del suo pensiero sull'Africa e sulle persone ivi vivono.
Un tratto di uno dei primi scritti di questo libro mi ha fatto pensare:
"E' infine la scoperta principale: quella della gente del posto, dei locali. Come sembrino fatti apposta per questo paesaggio, per questa luce, per questo odore. Come facciano un tutt'uno con essi. Come uomo e paesaggio formino un unicum inscindibile, armonioso e complementare. Come ogni razza sia connaturata al suo paesaggio, al suo clima. Noi plasmiamo il nostro paesaggio ed esso a sua volta ci plasma i tratti del volto. Tra le palme, nella macchia e nella giungla, l'uomo biano appare un elemento spurio, incongruo, dissonante: pallido, debole, la camicia madida di sudore, i capelli appiccicati, sempre tormentato dalla sete, da un senso di impotenza, dalla malinconia. E' sempre in preda alla paura: delle zanzare, dell'ameba, degli scorpioni, dei serpenti. Tutto ciò che si muove lo riempie d'orrore, di spavento, di panico.
Per i locali, invece, succede tutto il contrario: dotati di una naturale grazia e resistenza, si muovono a loro agio e liberamente al ritmo imposto dal clima e dalla tradizione. Un ritmo rallentato che non conosce fretta: tanto nella vita non si può mai avere tutto. Altrimenti agli altri che resterebbe?"
Penso che ragionamenti del genere possono essere usati per giustificare molte cose - ognuno sta meglio nella propria casa e non bisogna lasciare il proprio paese per emigrare in un altro contesto, meno adatto a te. Penso anche che serve per dire che come esseri umani siamo tutti diversi, gli africani diversi dagli europei, gli europei diversi dagli asiatici, e così via. Ovviamente non serviva questo per dire ai paesi che colonizzavano le terre lontane di stare a casa loro! Dall'altra parte, penso che Kapuscinski forse lo intendeva più nel senso romantico, per parlare di come esseri umani e la natura sono tutto uno, ciascuno di loro modella e influisce sul altro!
Un tratto di uno dei primi scritti di questo libro mi ha fatto pensare:
"E' infine la scoperta principale: quella della gente del posto, dei locali. Come sembrino fatti apposta per questo paesaggio, per questa luce, per questo odore. Come facciano un tutt'uno con essi. Come uomo e paesaggio formino un unicum inscindibile, armonioso e complementare. Come ogni razza sia connaturata al suo paesaggio, al suo clima. Noi plasmiamo il nostro paesaggio ed esso a sua volta ci plasma i tratti del volto. Tra le palme, nella macchia e nella giungla, l'uomo biano appare un elemento spurio, incongruo, dissonante: pallido, debole, la camicia madida di sudore, i capelli appiccicati, sempre tormentato dalla sete, da un senso di impotenza, dalla malinconia. E' sempre in preda alla paura: delle zanzare, dell'ameba, degli scorpioni, dei serpenti. Tutto ciò che si muove lo riempie d'orrore, di spavento, di panico.
Per i locali, invece, succede tutto il contrario: dotati di una naturale grazia e resistenza, si muovono a loro agio e liberamente al ritmo imposto dal clima e dalla tradizione. Un ritmo rallentato che non conosce fretta: tanto nella vita non si può mai avere tutto. Altrimenti agli altri che resterebbe?"
Penso che ragionamenti del genere possono essere usati per giustificare molte cose - ognuno sta meglio nella propria casa e non bisogna lasciare il proprio paese per emigrare in un altro contesto, meno adatto a te. Penso anche che serve per dire che come esseri umani siamo tutti diversi, gli africani diversi dagli europei, gli europei diversi dagli asiatici, e così via. Ovviamente non serviva questo per dire ai paesi che colonizzavano le terre lontane di stare a casa loro! Dall'altra parte, penso che Kapuscinski forse lo intendeva più nel senso romantico, per parlare di come esseri umani e la natura sono tutto uno, ciascuno di loro modella e influisce sul altro!
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