domenica, ottobre 22, 2006

Abbracciare il mondo

L'iniziativa di Passamano voleva abbracciare il mondo. Mille persone dovevano formare una catena umana che collegava il meloncello con il piazzale di San Luca. Poi, quella catena umana doveva passare le bandiere di tutti i paesi del mondo lunga la scalinata di San Luca per poi alla fine piantare tutte le bandiere del mondo nel piazzale di San Luca.

L'iniziativa era parte della Festa della Storia, iniziata una settimana fa.

Invece si è messo a piovere. Quando sono arrivato a meloncello, le ragazze che aspettano i volontari della catena umana mi hanno chiesto se volevo far parte della catena anch'io. No, ho cercato di dire ma sembravano così preoccupate che alla fine ho accettato. Poi ho cominciato a salire la scalinata, dovevo trovare un buco libero e mettermi li per completare la catena. Invece interi tratti della scalinata erano vuoti. Forse era la pioggia, forse le persone hanno scelto di fare qual cos'altro, e le persone presenti, erano sopratutto gli studenti con i maestri, che aspettavano l'inizio del passaggio delle bandiere.

Infatti, alla fine hanno dovuto rinnunciare alla catena umana e le bandiere sono state portate su con il camioncino. Oggi alcune foto di questa mattinata:



Inizio della parata


La banda aspetta l'inizio


La giornata piovvosa


E' difficile fotografare!


Il foto di ricordo per il gruppo


Qui la catena umana funzionava


I ragazzi cercano di passare il tempo con l'aiuto della musica - avevano anche i dolci da offrire ai passanti.


Il portone della chiesa di San Luca - le nebbia entrava dentro in maniera molto suggistiva!


Il trombettista


Il dietro di San Luca - nel libro di John Grisham ambientato a Bologna, qui vicino c'è un piazzale dove l'eroe del libro arriva con la sua ragazza italiana nel capitolo finale - invece, ieri pioveva e non potevo vedere niente!


I vestiti medievali


Volontari di "Il ponte della bionda" - l'associazione che vuole promuovere il modo di vita delle persone che abitavano lungo il canale Navile - si chiama il ponte della bionda per ricordare la signora bionda del folklore bolognese che abitava lungo il Navile e offriva i suoi servizi ai passanti

venerdì, ottobre 13, 2006

Mondo schizofrenico

C’è questa nuova pubblicità sulla televisione dove si parla di prugne californiane, ogni prugna racchiusa in piccolo sacchettino tutto suo, bello e luccicante. L’idea è di promuovere le prugne come un’idea di regalo, forse un po’ come i famosi baci perugina. Penso che questa pubblicità sia il simbolo del mondo schizofrenico nella quale viviamo.

Siamo sommersi dai rifiuti. Ne produciamo a tonnellate. Le amministrazioni comunali parlano di come smistare e riciclare questi rifiuti e allo stesso momento continuiamo a trovare nuovi modi per aggiungere rifiuti inutili. E’ la schizofrenia tra quelli che pensano al futuro, alla sostenibilità, alla vita dei nostri figli e nipotini e quelli che pensano alle vendite, alla crescita economica, al guadagno degli azionisti. Ma poi, questa schizofrenia sta dentro ciascuno di noi, perché siamo sempre noi, uomini, donne, padri, madri, nonni, azionisti, lavoratori, consumatori, venditori, secondo il contesto.

Quando la Coop, una cooperativa dei consumatori, mi risponde che devono continuare a applicare i bollini di plastica ad ogni mela che vendono perché è necessario per salvaguardare il marchio Coop e la loro quota del mercato delle mele, penso che sia un altro esempio della stessa schizofrenia.

Alla mattina vedo questa fila di macchine, tutti impazienti uno in ogni macchina, molti con i fronti corrugati e gli occhi che cercano varchi per poter passare davanti di qualche metro, pronti ad incazzarsi. Dappertutto si costruiscono le rotatorie “perché così le macchine passano molto più veloci”, ma che penalizzano i pedoni e quelli come me che vogliono salvare il mondo con le proprie biciclette. E penso all’inquinamento, ai mari che si inalzano minacciando di sommergere qualche isola, al caldo torrido che arriva puntualmente ogni anno, ai nuovi tifoni che devastano qualche paese ogni tanto, al deserto che cresce mangiando le foreste, e tutti quelli che parlano del trattato di Kyoto e di ridurre l’emissione dei gas, di usare i mezzi pubblici, di non inquinare, che poi girano dall’altra parte e parlano di crisi della vendita delle macchine e di come incentivare che la gente compri più macchine. E' sono orgogliosi di essere razionali e pragmatisti, convinti di sapere tutto.

Nessuno vuole le discariche vicino alla casa propria, perché sono inquinanti, sono anti estetiche, sono pericolose, ma poi vai fuori alla sera e vicino ai cassonetti dei rifiuti trovi frigoriferi, tv, matterassi, armadi , ecc. ad infinito che aspettano di essere buttati via nelle discariche. Ormai, non è conveniente far riparare niente, conviene sempre comprare nuovo e buttare via il vecchio.

E l’inquinamento, cosa bisogna fare? Ah, quelli disgraziati in Cina, in India, in Brasile, hanno cominciato a stuprare la terra proprio come la facciamo noi! Devono smettere subito. Bisogna che imparino un nuovo modello di sviluppo, non consumistico.

Si, ovviamente non possiamo dare via la nostra tecnologia migliore che inquina un po’ meno perché è il nostro copyright e abbiamo diritto a guadagno. Ma cosa centrano i milioni di morti per la mancanza di farmaci con il nostro guadagno? Gli affari sono affari. Forse ci vorrebbe uno scudo spaziale che separi l’aria e l’acqua del nostro mondo!
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Due foto del parco Al Azhar di Cairo (Egitto) costruito sopra una vecchia discarica.





martedì, ottobre 10, 2006

Sciopero

Dopo mesi è arrivato un commento su questo blog. Qualcuno non ha gradito quello che avevo scritto riguardo Alitalia nel mio messaggio del 29 aprile 2006 e ha commentato:


“Forse non erano 8-9 anni che non viaggiava con Alitalia ma 8-9 anni che non prendeva un aereo. Altrimenti avrebbe capito che su un volo di pochi minuti come Bologna-Roma non c'é il tempo per erogare un servizio bevande accontentando tutti i passeggeri;impossibile che lei abbia contato 6-7 tra hostess e steward perché il numero é fissato per i voli nazionali a 4, per quanto riguarda gli scioperi troppe volte si addebitano al vettore (Alitalia) anche quando riguardano personale aeroportuale , catering, vigili del fuoco, torre di controllo,addetti alla sicurezza,e a volte anche scioperi di altri paesi fanno ritardare l'aeromobile che deve proseguire su voli domestici.Perciò prima di fare della facile ironia la invito a informarsi meglio per evitare banali brutte figure.”
Quando l’ho letto, il mio primo impulso era di rifiuto, come spesso succede quando qualcuno ti fa una critica. “Mi dice di non fare “facile ironia” e poi vuole insinuare che sono anni che non viaggio in aereo”, ho pensato.

Invece dopo che la mia prima sensazione di rfiuto è passata sono tornato a rileggere il commento. Lo so, molti di voi penserete (si, lo so che sono un ottimista, penso che siete in molti a leggere quello che scrivo!), “Tante storie per un commento soltanto, lo lasci perdere!”. Comunque, se devo essere sincero, i commenti su questo blog sono rari e quando ci sono, vorrei gustarli fino in fondo!

Dallo stile penso che sia qualcuno che lavora per Alitalia. “..gli scioperi si addebitano al vettore..”, sembra un annuncio all’aeroporto. Dall’altra parte non penso che Alitalia può pagare un addetto all’ufficio stampa con il compito di leggere i blog in giro e respondere alle critiche verso Alitalia. Per cui, deve essere qualcuno che lavora all’Alitalia, ama il suo lavoro e vuole difenderla da quelle che lui/lei considera ingiuste calunnie? Se fosse così, mi fa molto piacere perché significa che c’è ancora qualche speranza per Alitalia. Penso che persone così che vogliono difendere Alitalia sono poche e la maggior parte delle persone pensano a difendere soltanto i propri diritti (e forse privilegi) anche se ciò significa un’immagine negativa della propria linea aerea.

Caro commentatore anonimo, se vuoi difendere Alitalia dalle critiche, hai la mia ammirazione e sinceri auguri.

Ma non è vero che Alitalia non fornisce un servizio bevande tra Roma e Bologna. Infatti in un altro viaggio successivo, il servizio c’era e ne avevo già scritto nel mio blog del 31 luglio 2006.

Invece per quanto riguarda gli scioperi, forse hai ragione ma alla fine non importa chi fa sciopero, il risultato è che il volo non parte o parte in ritardo, ed è facile prendersela con la linea aerea. Dall’altra parte gli scioperi, ciascuno è convintissimo che il suo sciopero è giustificatissimo, sono così comuni negli aeroporti italiani. Non vorrei mettermi a discutere con i vigili del fuoco o con i piloti o i controllori di volo se è giusto che vi siano tanti scioperi, quando uno deve prenotare con mesi di anticipo, programmare tutto il tuo lavoro per poi vederlo scombinato così spesso. Preferisco evitare maggior parte di questi scioperi con il volo che passa da Francoforte o Parigi o Madrid, anche se sarebbe più comodo poter viaggiare passando da Roma o Milano!
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La settimana scorsa vi era lo sciopero dei giornalisti. Sono rimasto molto perplesso quando ho visto il telegiornale. Mi chiedevo se è giusto che durante lo sciopero uno può fare un telegiornale di 10 minuti dei quali usa i primi 5 minuti a spiegare (e giustificare) le ragioni del proprio sciopero? Cosa è, il TV è la prorietà privata dei giornalisti? E il par condicio dove è andato? Darete spazio a tutti gli altri lavoratori per 5 minuti per venire a parlare dello proprio sciopero in TV? Secondo me è l’abuso del proprio potere.

I diritti esistono, sembra, soltanto da parte dei lavoratori e mai da parte dei cittadini o clienti.

Si lo so che lo sanno già tutti e non dico niente di nuovo, ma ogni tanto anche i cittadini hanno diritto allo sfogo. Sto pensando come possiamo promuovere uno sciopero dei cittadini. Secondo voi, Beppe Grillo sarebbe interessato a sostenermi?
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Per sollevarvi il morale da queste discussioni deprimenti sugli scioperi (a proposito, se uno deve fare ironia è meglio fare “facile ironia” o “difficile ironia”?), ecco qualche bella foto di Bologna: (1) il vecchio porto sul canale Navile, (2) i particolari della fontana in piazza Nettuno e (3) un cigno nero nel lago di Corticella.

PS: Vi piace la nuova veste di Awargi? E’ grazie a Panna Smontata. Non mi piaceva l’immagine che c’era con questo modello, e l’ho cambiata, ma vorrei esprimere un grazie a Cristina per aver creato tutti i templates di Panna Smontata.







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