mercoledì, aprile 11, 2007

Abuso sessuale

Penso che a quell’epoca avevo 7 o 8 anni. Abitavamo con la nonna nella vecchia parte di Delhi, quella con le stradine strette e tortuose ed i bazar pieni di gente. Insieme alla mia sorella più giovane, due volte alla settimana in pomeriggio, andavamo alla scuola culturale privata, dove lei studiava la danza classica e io studiavo a suonare l’armonium, uno strumento musicale indiano. Qualcuno della famiglia ci accompagnava fino alla scuola e poi, 2 ore più tardi, qualcuno veniva a prenderci.

Quel giorno era venuta la nostra madre a prenderci dopo le lezioni. Insieme a tanti altri studenti eravamo usciti dalla scuola ridendo e scherzando. Avevamo forse camminato per 5-10 minuti verso la casa, quando mia sorella si era ricordata di aver dimenticato in scuola i suoi campanellini che lei usava per la danza e mia madre mi aveva chiesto di fare una corsa fino alla scuola per prenderli. Non ci avevo pensato due volte, mi ero subito messo a correre.

Quando ero arrivato all’aula della danza, non vi era nessuno. Avevo visto subito i campanellini, erano su un materassino in fondo all’aula vicino ai tamburi gemelli, i tabla, che si usano per la danza classica. Era così strana l’aula senza le bambine che ballavano, cantavano e chiacchieravano continuamente, senza il tintinio continuo dei campanellini legati intorno alle caviglie delle ballerine. Mi ero chinato per prendere i campanellini quando ho sentito arrivare il Guruji dietro di me. Era l’insegnante di danza di mia sorella.

All’improvviso, l’avevo sentito dietro di me che metteva mani sulle mie spalle e mi stringeva contro il suo corpo. Poi, una sua mano si era passato sotto per toccarmi i genitali. Forse il contatto era durato in tutto qualche minuto o qualche secondo, non me lo ricordo bene. Sembrò un tempo molto lungo. Penso che mentre mi toccava diceva qualcosa come, “Sei così morbido, sei così bello…” ma non ne sono sicuro. Scappai con i campanellini e lui non tentò di fermarmi.

Di quel incontro ricordo il senso di imbarazzo, il senso di vergogna. Non mi aveva fatto del male ma sapevo che aveva fatto qualcosa di sbagliato e mi vergognavo perché pensavo era anche per colpa mia.

Non ne avevo parlato con nessuno. Avevo continuato a frequentare quella scuola per altri mesi e poi avevamo cambiato la casa e le lezioni si erano fermate. Non mi ricordo se avevo incontrato il Guruji altre volte dopo questo episodio. Comunque, sicuramente lui non tentò niente di simile un’altra volta e il ricordo di quel episodio si nascose profondamente dentro di me.

Soltanto qualche anno fa, quando ero coinvolto in una ricerca sulla sessualità delle persone disabili, avevo ricordato questo episodio e ne avevo parlato con mia sorella. Anche se non me lo ricordavo bene, dopo averne parlato lei, avevo sentito un senso di liberazione.

Oggi mentre leggevo un rapporto sulla situazione dei bambini in India, mi sono ricordato di nuovo di quel episodio.

*****
Il Governo indiano ha condotto uno studio che ha coinvolto migliaia di bambini tra i 12 ed i 18 anni in tutta l’India per conoscere la loro situazione.

48% di bambine hanno risposto che avrebbero preferito nascere come maschi.

Più del 70% delle bambine si sente ignorata e sottovalutata dai genitori in confronto ai propri fratelli. Circa il 50% delle bambine ha risposto che ricevono meno da mangiare in confronto ai loro fratelli.

53% dei maschi e 47% delle femmine hanno denunciato di aver subito molestie sessuali. Per 89% di bambini vittime di molestie sessuali, il molestatore era una persona della propria famiglia.

72% dei maschi e 65% delle femmine sono stati vittime di almeno un episodio di violenza fisica compreso schiaffi, calci e essere picchiati con bastoni.

Penso che circa il 40% della popolazione indiana ha meno di 18 anni e se pensiamo a questi dati, stiamo parlando di violenze contro milioni di bambini. Nella nostra società indiana l’obbedienza e il rispetto verso le persone più vecchie di noi, è la parte fondamentale della nostra educazione. Come faremo a far uscire questo mostro che si nasconde tra di noi, dietro facce apparentemente buone, se continueremo a accettare tutto in silenzio? Se questo mostro resterà nascosto, come faremmo a ucciderlo?

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