sabato, giugno 09, 2007
Benzina con piombo e giornalisti senza piombo
La storia della benzina con piombo iniziò nel 1921, quando Thomas Midgeley Junior che lavorava come ricercatore presso la sede di General Motors a Dayton (Ohio, USA) scopri che Piombo Tetraetilene poteva controllare alcuni problemi legati ai motori delle macchine. In quegli anni si sapeva già che piombo è una sostanza dannosa per la salute ma la si usava in diversi prodotti commerciali. Scatole per cibo avevano piombo, serbatoi dell’acqua l'avevano, pesticidi l'avevano, dentifrici l'avevano.
Piombo è neurotossico e assumere quantità piccole di piombo porta a allucinazioni, cecità, insonnia, blocco renale, cancro, paralisi e convulsioni.
La storia dell’uso commerciale del piombo nella benzina e la lotta per avere la benzina senza piombo, è una storia importante per capire le difficoltà legate alla lotta contro le potenze commerciali anche quando si sa che la loro condotta costa tante vite. Questa storia ne è soltanto un’esempio.
La storia della "benzina con piombo" è raccontata da Bill Bryson nel suo libro “A Short History of Nearly Everything” (in italiano, “Breve storia di (quasi) tutto”, editore Guanda, 2006). Bryson è uno scrittore meraviglioso, capace di rendere interessante ogni parola. Se vi interessa capire la scienza, il perché di tante cose, raccomando vivamente questo libro.
Nel 1923 tre giganti americani General Motors, Dupont e Standard Oil hanno insieme fondato Ethyl Corporation per produrre e commercializzare Piombo Tetraetilene. Bryson racconta la storia di intossicazione, disabilità e morti delle persone che lavoravano nell’impianto già dai primi anni della produzione e gli sforzi dei produttori di nascondere queste informazioni e di continuare a sostenere che la benzina con piombo era qualcosa di innocuo e utile, senza gravi effetti collaterali.
Claire Patterson, un ricercatore americano che lavorava sulla misurazione di piombo nell’ambiente iniziò la sua lotta contro la benzina con piombo nel 1948, quando scoprì che prima del 1923 non vi era piombo nell’ambiente e dopo l’inizio della vendita della benzina con piombo, i suoi livelli ambientali avevano iniziato a salire e creavano malattie.
Se Pensiamo che in Italia la vendita di benzina senza piombo è avvenuta soltanto pochi anni fa, si può capire le difficoltà che ha dovuto affrontare Patterson per continuare la sua lotta e per convincere le persone di avere ragione. Ethyl Corporation usò tutti i mezzi possibili per screditare Patterson e sminuire il suo lavoro. Lottare contro le grandi corporazioni è una cosa pericolosa, anche perché le corporazioni hanno molti mezzi alla loro disposizione e la maggior parte di noi, tende a evitare le persone un po’ passionali e convinte che seguono una causa.
Invece i giornalisti della carta stampata e televisione, loro non dovrebbero cercare la verità e informare l’opinione pubblica? Forse il loro lavoro non è semplice perché le stesse corporazioni o i loro amici sono padroni anche dei giornali e delle televisioni, ma penso che questa apatia dei giornalisti dipende anche da un po’ di pigrizia e da una voglia di una vita più comoda e meno disturbata.
Nuovo numero di Internazionale presenta l’inchiesta di Malcolm Gladwell sullo scandalo Enron e scrive, “E’ la dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, di quello che Beppe Grillo va ripetendo da anni sulle pagine di questo giornale: se perfino un comico era in grado di prevedere il crac della Parmalat, dov’erano i giornalisti? Che faceva intanto la magistratura? In Italia i mezzi di informazione sembrano interessati più a cavalcare le emozioni che a descrivere la realtà. Il paese è diventato il set di una fiction televisiva permanente, e intanto i giornalisti si lamentano che non hanno i mezzi o lo spazio per fare buone inchieste.
Come dimostra la inciheista sul caso Enron, il problema non riguarda soltanto Italia. Per fortuna che vi sono ancora programmi come il Report, anche se sono pochi e sono spesso relegati alle ore più strane della notte!
Piombo è neurotossico e assumere quantità piccole di piombo porta a allucinazioni, cecità, insonnia, blocco renale, cancro, paralisi e convulsioni.
La storia dell’uso commerciale del piombo nella benzina e la lotta per avere la benzina senza piombo, è una storia importante per capire le difficoltà legate alla lotta contro le potenze commerciali anche quando si sa che la loro condotta costa tante vite. Questa storia ne è soltanto un’esempio.
La storia della "benzina con piombo" è raccontata da Bill Bryson nel suo libro “A Short History of Nearly Everything” (in italiano, “Breve storia di (quasi) tutto”, editore Guanda, 2006). Bryson è uno scrittore meraviglioso, capace di rendere interessante ogni parola. Se vi interessa capire la scienza, il perché di tante cose, raccomando vivamente questo libro.
Nel 1923 tre giganti americani General Motors, Dupont e Standard Oil hanno insieme fondato Ethyl Corporation per produrre e commercializzare Piombo Tetraetilene. Bryson racconta la storia di intossicazione, disabilità e morti delle persone che lavoravano nell’impianto già dai primi anni della produzione e gli sforzi dei produttori di nascondere queste informazioni e di continuare a sostenere che la benzina con piombo era qualcosa di innocuo e utile, senza gravi effetti collaterali.
Claire Patterson, un ricercatore americano che lavorava sulla misurazione di piombo nell’ambiente iniziò la sua lotta contro la benzina con piombo nel 1948, quando scoprì che prima del 1923 non vi era piombo nell’ambiente e dopo l’inizio della vendita della benzina con piombo, i suoi livelli ambientali avevano iniziato a salire e creavano malattie.
Se Pensiamo che in Italia la vendita di benzina senza piombo è avvenuta soltanto pochi anni fa, si può capire le difficoltà che ha dovuto affrontare Patterson per continuare la sua lotta e per convincere le persone di avere ragione. Ethyl Corporation usò tutti i mezzi possibili per screditare Patterson e sminuire il suo lavoro. Lottare contro le grandi corporazioni è una cosa pericolosa, anche perché le corporazioni hanno molti mezzi alla loro disposizione e la maggior parte di noi, tende a evitare le persone un po’ passionali e convinte che seguono una causa.
Invece i giornalisti della carta stampata e televisione, loro non dovrebbero cercare la verità e informare l’opinione pubblica? Forse il loro lavoro non è semplice perché le stesse corporazioni o i loro amici sono padroni anche dei giornali e delle televisioni, ma penso che questa apatia dei giornalisti dipende anche da un po’ di pigrizia e da una voglia di una vita più comoda e meno disturbata.
Nuovo numero di Internazionale presenta l’inchiesta di Malcolm Gladwell sullo scandalo Enron e scrive, “E’ la dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, di quello che Beppe Grillo va ripetendo da anni sulle pagine di questo giornale: se perfino un comico era in grado di prevedere il crac della Parmalat, dov’erano i giornalisti? Che faceva intanto la magistratura? In Italia i mezzi di informazione sembrano interessati più a cavalcare le emozioni che a descrivere la realtà. Il paese è diventato il set di una fiction televisiva permanente, e intanto i giornalisti si lamentano che non hanno i mezzi o lo spazio per fare buone inchieste.
Come dimostra la inciheista sul caso Enron, il problema non riguarda soltanto Italia. Per fortuna che vi sono ancora programmi come il Report, anche se sono pochi e sono spesso relegati alle ore più strane della notte!
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