venerdì, novembre 09, 2007
Festa della Luce
In India oggi è Deewali, la festa della luce, che simobleggia la vincita del bene sul male.
I preparativi per celebrare questa festa iniziano 30 giorni prima con la festa di Navratre, o le novi notti sacre, durante i quali vi sono rappresentazioni teatrali della lotta tra i dei e i demoni. Poi, c'è la festa di Vijayadakshmi, la notte della uccisione del demone Ravana. Venti gironi dopo, quando dio Ram torna a casa a Ayodhya, c'è Deewali.
Posso immaginare le masse che affollano i mercati in India, i rumori dei petardi e dei botti, le scatole di dolci che si scambiano con i parenti, con gli amici e con i vicini di casa, e alla sera, la cosa più bella, milioni e milioni di lampadine e candele che illuminano le case e le strade in una notte senza luna.
Invece qui è un giorno come tutti gli altri, anche se abbiamo pensato di andare a mangiare fuori in un restorante indiano, dove vi sarà la danza Bharatnatyam, e domani avremmo lo spettacolo dei gitani del Rajasthan.
"Almeno saremmo lontani dall'inquinamento di petardi e botti", cerco di consolarmi, ma senza riuscirci del tutto.
Penso alle parole di una preghiera buddista in sanskrito, "Tamso ma jyotirgamay", ciò è, "Portaci dal buio alla luce". E' questo il mio augurio, che vi sia luce nelle nostre case, nelle nostre famiglie e nei cuori di tutti noi.
Avevo scattato le foto sotto recentemente a Li Jiang in Cina, che secondo me esprimono molto bene lo spirito della festa della luce.



I preparativi per celebrare questa festa iniziano 30 giorni prima con la festa di Navratre, o le novi notti sacre, durante i quali vi sono rappresentazioni teatrali della lotta tra i dei e i demoni. Poi, c'è la festa di Vijayadakshmi, la notte della uccisione del demone Ravana. Venti gironi dopo, quando dio Ram torna a casa a Ayodhya, c'è Deewali.
Posso immaginare le masse che affollano i mercati in India, i rumori dei petardi e dei botti, le scatole di dolci che si scambiano con i parenti, con gli amici e con i vicini di casa, e alla sera, la cosa più bella, milioni e milioni di lampadine e candele che illuminano le case e le strade in una notte senza luna.
Invece qui è un giorno come tutti gli altri, anche se abbiamo pensato di andare a mangiare fuori in un restorante indiano, dove vi sarà la danza Bharatnatyam, e domani avremmo lo spettacolo dei gitani del Rajasthan.
"Almeno saremmo lontani dall'inquinamento di petardi e botti", cerco di consolarmi, ma senza riuscirci del tutto.
Penso alle parole di una preghiera buddista in sanskrito, "Tamso ma jyotirgamay", ciò è, "Portaci dal buio alla luce". E' questo il mio augurio, che vi sia luce nelle nostre case, nelle nostre famiglie e nei cuori di tutti noi.
Avevo scattato le foto sotto recentemente a Li Jiang in Cina, che secondo me esprimono molto bene lo spirito della festa della luce.



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