mercoledì, novembre 28, 2007

I danni ambientali e l’insicurezza della prestazione

Era Freud che vedeva la sessualità dappertutto e forse, il suo pensiero è diventato parte del nostro inconscio collettivo. Comunque, ogni volta che vedo uno con un sigaro grosso e grande, penso a Freud.

Una volta ho visto un poster a Salvador de Bahia. Ero uscito per una passeggiata sul lungomare di Amarilina e all’improvviso si è messo a piovere. Venivano giù delle gocce grosse come palle di golf. Ho fatto una corsa per andare sotto il portico di un piccolo negozietto dietro un benzinaio. Li, mentre cercavo di asciugarmi con il fazzoletto ho visto questo poster. Parlava dell’inquinamento acustico e diceva, “Abbassa il volume della tua autoradio. Se proprio vuoi far vedere la tua potenza, fallo vedere dentro la tua camera da letto”. Era un altro riferimento alla teoria di Freud.

E ogni volta che vedo una SUV o una grossa quattro ruote, penso a Freud. E’ possibile che il numero di persone insicure sta crescendo a ritmi vertiginosi o magari così tante persone hanno le fantasie di essere reincarnazione di Indiana Jones? Ormai, il numero di grossi mezzi che si somigliano ai carri armati nelle nostre città cresce ogni giorno. Quale può essere la motivazione dietro questo cambiamento?

Forse è proprio l’insicurezza di prestazione nella camera da letto? Ma poi, non sono sicuro se questa spiegazione sia valida per le donne. Forse sono i loro mariti o compagni che hanno questa ansia che si ripercuote su di loro? O, forse sono le persone frustrate da altri fatti della vita e vogliono la loro rivincita? E’ vero che personalmente mi fanno un po’ di paura, quando sono sulla mia bici e li sento arrivare da dietro. Spesso sono impazienti, come fosse in perenne ritardo. Più di uno mi ha suonato il clacson, come per dire “Cretino, metti ti da parte, devo passare”. Con le macchine parcheggiate in doppia fila, e con i cassonetti dei rifiuti, delle volte la strada disponibile per il traffico è limitata e in questa situazione, delle volte quando una macchina mi passa accanto, è un’esperienza terrificante che mi fa pensare ai testamenti e ai cimiteri.

O forse sono persone piene di paura, hanno paura del mondo, delle altre persone sulla strada, delle altre macchine e si sentono sicuri dietro i loro SUV come fosse dei carri armati a Baghdad?

Tutte le volte che sento parlare del riscaldamento del pianeta e il bisogno di ridurre l’inquinamento e poi vedo il crescente numero di SUV nel nostro parcheggio, usati prevalentemente per andare al lavoro, mi sembra che almeno in Italia, molti non credono a tutte queste paure sul clima. Se farà caldo, useremo più l’aria condizionata, forse pensano, non possiamo rinunciare alle nostre armi della distruzione di massa!

Una notizia in giornale oggi conferma questa mia ipotesi. “Italiani sensibili al clima ma solo con le parole”, è il titolo della notizia, “La percezione degli italiani sui problemi legati all’ambiente e al clima c’è. Ma secondo una ricerca della Lorien Consultino, che sarà illustrato all’ottavo congresso di Legambiente, chi in concreto fa qualcosa rimane una percentuale minima”.

La ricerca che mi piacerebbe fare è di andare al parcheggio dove si farà il congresso di Legambiente e contare il numero delle grosse macchine come SUV, berline e Jeep parcheggiate li.

Non voglio dire che tutte le persone che guidano una macchina sono cattive - forse un 20% è gentile e premuroso, la maggior parte degli altri 80% sono distratti o arrabbiati o in fretta che non posso dire quanti di loro odiano sul serio le persone sulla bicicletta, ma immagino che siano una minoranza. Allora perché non so può cambiare questo stato di cose?

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