BHOPAL EXPRESS (1999) Recensione di Sunil Deepak (2005)

Bhopal Express è un film del regista Mahesh Mathai del 1999, basato sul disastro chimico di Bhopal nel 1984. Nel dicembre 1984, circa un mese dopo l'assassinio di Indira Gandhi, vi fu una fuga di gas dall'impianto chimico della multinazionale americana Union Carbide che causò la morte di circa 8.000 persone e lasciò disabili altre 500.000 persone. 20 anni dopo, ogni mese circa 10-15 persone di Bhopal muoiono ancora oggi per cause legate a quel disastro e in questi anni, il numero dei morti è salito a circa 16.000. Da anni gli attivisti Indiani lottano per la giustizia, chiedendo un risarcimento dalla Union Carbide.

Trama del film: Bhopal è una città del centro dell'India, la capitale dello stato di Madhya Pradesh, letteralmente, lo stato del centro. Il film racconta la tragedia, tramite la storia di Babu Lal (Kay Kay), la sua neo sposa Tara (Nethra Raghuraman) e il loro amico, Bashir (Naseeruddin Shah).

Il film è la storia di 24 ore nella vita di Babu Lal. Sono 2 mesi che è sposato e i neo sposi si stanno scoprendo gradualmente, perché si tratta di un matrimonio tradizionale deciso dalla famiglia (matrimonio combinato). Babu Lal è molto innamorato della moglie, la quale si prepara per tornare dai suoi secondo la tradizione, infatti dopo il matrimonio non è ancora tornata a casa sua. Babu lavora alla fabbrica della Union Carbide. Il giorno della tragedia, al rientro dal lavoro, Babu passa per parlare con un suo vecchio amico, Bashir, che vive nella zona povera vicino alla fabbrica, ed è un ex-dipendente dell'union carbide. Bashir ha cambiato lavoro e ora guida un autorickshaw, e ricorda al suo amico di venire a casa sua per le nove perché deve accompagnare la moglie alla stazione.

Bashir parla male della union carbide, dice che è una fabbrica arrugginita, senza manutenzioni che dovrebbe essere chiusa. E' vero perché alla fabbrica hanno avuto un taglio significativo del personale, ma Babu non vuole sentir parlare male della sua fabbrica.

Alla sera arriva Bashir puntuale per accompagnare il suo amico e la sua neo sposa alla stazione. Tara parte, lasciando una nota nella tasca del marito per le compere da fare per la casa. Bashir vuole che l'amico celebri con lui il fatto di esser tornato un single per due settimane e i due vanno ad un bar per bere e per ascoltare la musica. Mentre loro si ubriacano e bevono, nella fabbrica l'impianto ha avuto un guasto e inizia la fuoriuscita del gas letale.

Dopo la serata quando i due amici escono dal bar, trovano la gente in fuga e centinaia di morti sulle strade. Mentre Babu accompagna alcune persone che stanno male all'ospedale, Bashir torna nel suo quartiere per aiutare. In ospedale, i medici non sanno come curare gli effetti del gas anche perché nessuno sa di quale prodotto chimico si tratta. Tutti cercano di scoprire il prodotto chimico e la sua cura dal medico della fabbrica, ma lui rifiuta di collaborare, perché ha gli ordini precisi dai suoi capi. La ditta non vuole essere incolpata.

Arriva la mattina, e Babu cerca di tornare alla fabbrica per chiedere informazioni ai suoi colleghi ma prima viene picchiato dalla folla e poi rifiutato dai colleghi, i quali pensano a salvarsi dalle responsabilità piuttosto di aiutare i morenti.

Intanto Bashir sta morendo in ospedale. Tutto intorno, giacciono centinai di corpi senza vita di adulti e bambini. Non hanno scelta, fanno fosse comuni per i funerali dei morti. Sconvolto e stanco Babu legge la nota della moglie - ha deciso di non fermarsi dai suoi, ma rispettare il rito solo simbolicamente perché non supporta l'idea di stare lontano dal marito, andrà fino alla stazione di casa e poi prenderà il treno di ritorno. La stazione, subito dietro la fabbrica, è tra le zone più colpite, dove sono morti tutti i dipendenti ferroviari in servizio durante la notte. C'è il rischio che vi sia ancora gas. Babu fa una corsa per cercare di fermare il treno della moglie, ma non ci riesce. Disperato, va alla stazione e trova la moglie piangente, nascosta dentro una cabina del telefono.

Commenti: Il film non è per i deboli di cuore. Le scene del disastro e della morte sono molto forti. Il film cerca di finire su una nota positiva anche se solo per il due protagonisti principali, i quali sopravvivono e trovano un bimbo ancora vivo accanto alla sua madre morta, ma il fatto che centinaia di migliaia di persone non hanno mai ricevuto la giustizia lascia un amaro in bocca. Marco Paolini ha fatto un piece teatrale molto forte sullo stesso tema.

Il governo indiano per non crearsi problemi di alleanze commerciali con gli stati uniti, non ha mai voluto veramente sostenere la causa contro il sig. Anderson e la sua multinazionale, Union Carbide. Soltanto le ONG e gli attivisti hanno continuato a lavorare accanto alle vittime. La maggior parte delle vittime del disastro erano i poveri, i residenti della bidonville accanto alla fabbrica chimica.

Tutti i protagonisti del film sono bravi, a partire da Kay Kay (Babu Lal), Naseeruddin Shah (Bashir) e Nethra Raghuraman (Tara). E' particolarmente bravo Vijay Raj, nel ruolo di Badru, un amico di Bashir.

Il film è anche un commentario sui buoni rapporti tra gli hindu e i musulmani nella città di Bhopal, famosa per l'armonia tra le religioni e resistente alle pressioni religiose fondamentaliste. Infatti, nel film, si vede una coppia indù come Babu e Tara, con rapporti di forte amicizia con i personaggi musulmani come Bashir e Badru.

Il film è disponibile per essere visto sul internet dal sito di Bhopal.fm nella versione Hindi con sottotitoli in inglese.

 

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