Bollywood: Migliori film del 2006 di Sunil Deepak (marzo 2007)

Nuovi sviluppi nel 2006: L’anno appena trascorso è stato uno dei migliori anni per il cinema di Bollywood per quanto riguarda i guadagni dei botteghini. Erano anni che così tanti film non ricevevano un consenso popolare così ampio. L’anno è stato importante non soltanto per i guadagni economici ma anche per la varietà di nuovi film usciti nelle sale cinematografiche.

In parte, il merito di questo successo così ampio va all’apertura di nuovi teatri multiplex nelle metropoli, dove le sale sono piccole e possono accogliere i film di nicchia e dove i prezzi dei biglietti di entrata sono relativamente alti. Fino a 5 anni fa, i biglietti di ingresso più costosi nelle sale cinematografiche costavano intorno costavano intorno a 20 rupie (circa 40 centesimi) mentre nelle nuove sale multiplex il prezzo del biglietto arrivo fino a 4 euro. Questo ha permesso l’uscita di nuovi film fuori delle regole del cinema popolare (i masala films), indirizzati ad un gruppo ristretto di persone nelle zone urbane e la possibilità comunque di recuperare i costi con ampi margini di guadagno.

La scomparsa del cinema parallelo: Intorno agli anni settanta, il cinema di Mumbai aveva avuto un forte movimento di cinema parallelo o cinema d’arte con esponenti come Shyam Benegal e Govind Nihalani, che con i loro film potevano sfidare le formule del cinema popolare di bollywood e comunque trovare un consenso popolare.

L’arrivo della televisione e le video-cassette con la pirateria ad ampia scala potrò alla morte del cinema parallelo ed i registi come Shyam Benegal e Govind Nihalani sono stati costretti a fare i film per la tv o ricorrere alle stelle di Bollywood se volevano l'uscita dei loro film nelle sale.

Le tre "colonne" del cinema parallelo indiano degli anni settanta, le quali sono poi diventate "stelle" di bollywood, anche se riconosciute come attori erano: Shabana Azmi nel film Ankur (Germoglio) di Shyam Benegal, nella foto; Smita Patil e Om Puri nel film Ardh Satya (Mezza verità) di Govind Nihalani.

La scomparsa del cinema di mezzo: Negli anni sessanta e settanta, era nato un altro movimento nel cinema popolare di Mumbai – quello del "cinema di mezzo". Ciò è, il cinema che continuava a seguire le regole dei film popolari, ma li ambientava in famiglie meno facoltose o nei villaggi e presentava le storie della gente comune con un pizzico di realismo. Registi come Bimal Roy, Hrishikesh Mukherjee, Gulzaar, Basu Chatterjee, ecc. erano i fautori di questo cinema.

Penso che alcuni film di Bimal Roy (per esempio, Bandini o Sujata), sono dei veri capolavori del cinema indiano, anche se poco conosciuti fuori dall'India.

Anche questo "cinema di mezzo" fu inghiottito dall’arrivo della TV e delle video cassette.

Nuovi sviluppi: Negli anni ottanta e novanta, progressivamente, il cinema di Bollywood fu dominato da cinema popolare e dalle stelle piuttosto che dagli attori e dai registi. Invece la comparsa delle multiplex ha dato la possibilità a diversi nuovi registi di uscire dalle regole del cinema popolare e sperimentare nuovi temi e nuove metodologie di raccontare le proprie storie.

Ora vediamo i film più significativi del 2006. Ovviamente, questa è tutta una mia scelta personale e so bene che molti altri non concorderanno con me.

Rang de Basanti (Dipingimi di arancione): il 2006 è iniziato con il nuovo film del regista Rakeysh Om Prakash Mehra.

In India, il colore arancio è considerato il simbolo della rinuncia e anche della primavera, e "Rang de Basanti" è anche il titolo di una famosa poesia scritta dal revoluzionario Bhagat Singh, impiccato dagli inglesi nel 1932. Nella sua poesia il desiderio del rivoluzionario di essere dipinto di arancione, era l'espressione del suo desiderio di rinnunciare alle commodità della vita normale per i propri ideali.

Il film è ambientato nel mondo odierno, ed è la storia di Sue (Alice Patten), una ragazza inglese e nipote di un ex-ufficiale del governo coloniale inglese in India. Ispirata dalle descrizioni nel diario del suo defunto nonno, Sue vuole girare un documentario in India sulla storia di alcuni revoluzionari indiani impiccati dal governo inglese coloniale. In India, lei incontra un gruppo di ragazzi all’università di Delhi ai quali chiede di far parte del suo documentario – DJ (Aamir Khan), Karan (Sidharth), Sukhi (Sharman Joshi), Aslam (Kunal Kapoor) e Sonia (Soha Ali Khan).

I ragazzi sono cinici, pensano che il paese sia in mano ai corrotti e vogliono soltanto emigrare in America. Loro non sanno niente della lotta per l’indipendenza dell’India o delle persone morte per questa lotta, e non ne vogliono ne anche sapere. DJ, il capo del gruppo, è un ragazzo sikh, è l’eterno ragazzo il quale ha paura del mondo esterno e continua a girare nel mondo universitario anche se ha finito di studiare 5 anni fa.

Poco alla volta la partecipazione al documentario cambia i ragazzi da dentro. Laxman (Atul Kulkarni), uno che fa parte di un gruppo fondamentalista indù e molto arrabbiato perché contrario alla presenza del ragazzo musulmano Aslam nel documentario, entra a far parte del gruppo e poco alla volta anche lui cambia il suo modo di guardare il mondo.

Morte di Ajay (Madhawan), un pilota dell’aereonautica e fidanzato di Sonia, in un incidente aereo porta una crisi all’interno del gruppo. C’è il sospetto che il ministero della difesa (Mohan Agashe) abbia trascurato il mantenimento degli aerei comprando pezzi di ricambio scadenti da una ditta corrotta, intascando milioni sottobanco. Il governo lancia una compagna di diffamazione contro il defunto pilota, dando colpa a lui per l’incidente. Il gruppo di ragazzi viene trascinato nella polemica creata dalla repressione governativa e manipolazioni politiche della storia. (Nell'immagine, Sue (Alice Patten) e DJ (Aamir Khan) in una scena di Rang de Basanti).

I ragazzi si trovano ad una svolta, non possono più fare gli spettatori disinteressati. Loro decidono di agire e per attirare l’opinione pubblica uccidono il ministro della difesa innescando uno spirale di eventi e violenza che culminerà con la loro morte.

Il cinismo e il disinteresse dei ragazzi e la loro graduale trasformazione in ragazzi tormentati dalla corruzione e dalla mancanza di valori nella nuova società consumistica dell’India ha trovato un' immediata identificazione nella gioventù indiana e il film è diventato un culto.

Negli stessi giorni quando era uscito questo film nelle sale, la decisione di un tribunale di Delhi di prosciogliere il figlio di un ministro, accusato di aver ucciso una ragazza, ha innescato violente proteste in India, un po’ simili alle proteste presentate nel film. E' stata iniziata una compagna di mobilitazione. Verso la fine del 2006, il tribunale superiore ha rivisto questa decisione, condannando il figlio del ministro all’ergastolo. Molti hanno salutato questo evento come una vittoria di questo film.

Dopo circa 12 mesi dalla uscita, il film continua a innescare forti dibattiti in India ed è il candidato ufficiale dell’India al premio Oscar nella categoria di “Migliore film straniero”. Il trattamento del film, con la trasposizione delle storie del passato, legate all’indipendenza dell’India (girate in color seppia) e sull’attuale vita dei ragazzi indiani nelle metropoli, è innovativo.

Il tema del film, fuori dalle solite storie di amori tragici del cinema indiano, e il cast di bravi attori, fanno di questo film un’importante tappa della storia del cinema di Bollywood. Aamir Khan, l’attore principale del film è già conosciuto al pubblico italiano come eroe del film Lagaan – una volta in India uscito qualche anno fa.

Lago Raho Munna Bhai: è il secondo film del 2006 che scelgo per l’orginalità del trama e per l' impatto che ha avuto sugli indiani. Il titolo significa "Continua così Fratello Munna" ed è il secondo film di una serie iniziata con un fortunato film del 2004 (Munna Bai MBBS, ciò è "Fratello Munna Medico Chirurgo").

Lago Raho Munna Bhai riprende le avventure del simpatico mafioso Munna Bhai (Sanjay Dutt), il suo assistente, Circuit (Arshad Warsi) e la loro banda di malviventi, i quali tra altro, si occupano di sgombrare con forza le case dei poveri per conto del ricco costruttore e affarista Lucky Singh (Boman Irani), il quale ha la mania di farsi fotografare con i personaggi famosi del mondo.

Munna è innamorato della voce della radio-jockey Jhanvi (Vidya Balan). Per incontrare Jhanvi, Munna vuole partecipare ad un quiz radiofonico sul Mahatma Gandhi. Con l’aiuto di alcuni professori universitari rapiti da Circuit per il compito, Munna riesce a vincere il quiz e viene invitato agli studi radiofonici dove si presenta come un professore universitario, esperto della vita e delle opere di Mahatma Gandhi. Jhanvi vive con il suo nonno in una casa che ospita anche un gruppo di anziani senza casa e catturata dal fascino di Munna, lo invita a casa sua per parlare di Gandhi agli anziani.

Ma Munna non sa niente di Gandhi e non avendo altre vie di uscita, è costretto ad andare alla biblioteca a studiare la vita di Gandhi. Una sera, stanco e insonne, Munna vede una apparizione. E’ Gandhi venuto in persona ad aiutarlo. “Sono pronto ad aiutarti se seguirai le mie indicazioni”, gli dice il fantasma di Gandhi. Tutti, compreso Circuit, pensano che Munna sia impazzito, anche perché nessun altro riesce a vedere il fantasma di Gandhi. Comunque, Munna accetta di seguire le indicazioni del fantasma di Gandhi e così è costretto a intraprendere la via della non violenza e della verità. Jhanvi e il gruppo di vecchiotti prima, e il pubblico ascoltatore della radio, sono tutti presi dalle parole di Munna sulla filosofia di Gandhi.

L' unica verità che Munna non riesce a dire a Jhanvi, è quella sul suo proprio passato di mafioso. Cosa farà Jhanvi quando verrà a sapere la reale identità di Munna?

Il film è riuscito a attualizzare il pensiero di Gandhi per i giovani indiani di oggi ed ha raccolto consensi sia della critica che del pubblico. Il film è un candidato indipendente ai premi Oscar nella categoria Migliore Film Straniero.

Il film è come una fiaba moderna sui principi insegnati da Gandhi, un film divertente e allo stesso momento, una provocazione per ripensare ai valori di Gandhi nel mondo odierno.

Khosla Ka Ghosla: Il terzo film che mi è piaciuto di più tra i film di bollywood del 2006, è un film piccolo senza le stelle di Bollywood. Il titolo del film significa “Il Nido dei Khosla”. Il film presenta la storia dei Khosla, una famiglia medio borghese di Delhi. Sig. Kamal Kishore Khosla (Anupam Kher), il capo famiglia sogna di costruire una propria casa a due piani indipendente. Il suo figlio maggiore, Chiraunjilal (Praveen Dabas) odia il proprio nome e preferisce essere chiamato Cherry, sta preparando per emigrare in America. Il suo secondo figlio, Balwant (Ranvir Shorey) non ha voglia di studiare e pensa che il suo padre sia antiquato.

Il terreno comprato con il TFR e i risparmi di tutta la vita per costruire la casa viene occupato illegalmente dal corrotto costruttore Kishen Kapore (Boman Irani). Sig. Khosla è disperato. Nessuno può aiutarlo. Gli uomini di Kapore sorvegliano il terreno armati di bastoni. Kapore vuole 200.000 rupie (10.000 euro) per liberare il terreno. Lui ha anche i poliziotti dalla sua parte, i quali suggeriscono a Khosla di pagare i soldi richiesti da Kapore e di versare un’ulteriore somma anche alla polizia.

Balwant, il figlio più piccolo, chiama i suoi amici e attacca gli uomini di Kapore, ma ciò porta Khosla alla prigione per qualche giorno e lui riceve dalla polizia l' avvertimento di stare attento a "non usare i mezzi illegali", ciò è, soltanto la corruzione non è illegale!

Alla fine è il figlio maggiore, Cherry che non riesce a vedere il suo padre abbattuto. Lui rinuncia al suo sogno di partire per l’America per aiutare il suo padre. Con l’aiuto della sua ragazza Meghna (Tara Sharma) e un gruppo di attori teatrali guidati dal maestro Bapu (Navin Nischal) e un ex-collega di Kapore, (Vinay Pathak), Cherry prepara una trappola per Kapore.

Animato da un cast di bravi attori, il film è molto piacevole. Come tema e trattamento, questo film potrebbe entrare nel gruppo del "cinema di mezzo" degli anni settanta. Il film è stato apprezzato sia dalla critica che dal pubblico in India.

Altri film del 2006: A parte questi 3 film che mi sono piaciuti di più, vi erano diversi altri film di Bollywood che hanno ricevuto consensi popolari nel 2006 in India. Per esempio il nuovo film di Nagesh Kukunoor, Dor (Filo) che parla del filo del destino che collega le vite di due donne – una donna musulmana istruita (Gul Panang) e una vedova indù (Aysha Takia) del deserto di Rajasthan. (Nell'immagine, Ayesha Takia in Dor).

Mi è piaciuto anche Omkara, il nuovo film di Vishal Bhardwaj basato sul libro "Othello" di Shakespeare, ambientato nelle zone rurali del nord est dell’India, con un cast di diverse stelle e bravi attori di Bollywood. Il film è la storia del capo dei banditi Omkara (Ajay Devgan), sua amante Dolly (Kareena Kapoor) e la rivalità tra i suoi due luogotenenti, Keshav (Vivek Oberaoi) e Langda (Saif Ali Khan). Langda, gesloso dei favori ricevuti da Keshav, riesce a creare sospetti nella mente di Omkara di un rapporto illecito tra la sua Dolly e Keshav. Il sospetto culmina nella tragedia quando Omkara uccide Dolly e soltanto dopo capisce il tradimento di Langda.

In un piccolo ruolo, l’attrice Konkana Sen, come moglie di Langda, lascia un’impressione indelibile. Mentre tutti gli attori di questo film sono bravi, è Saif Ali Khan nel ruolo di Langda che è particolarmente bravo. (Nell'immagine, Ajay Devgan e Kareena Kapoor in Omkara).

Un’altro piccolo film Woh Lamhe (Quei momenti) con nuovi attori (Shiney Ahuja e Kangna Rennaut) ha raccolto molti consensi nel 2006. Ispirato dalla storia di amore tra l’attrice Praveen Babi e il regista Mahesh Bhatt negli anni ottanta, il film affronta il tema della schizofrenia ed il spietato mondo dell’immagine pubblica che divora le icone del cinema. (Nell'immagine Kangna Rennaut e Shiney Ahuja in Woh Lamhe).

 

L’anno è stato fortunato anche per i diversi altri mercanti dei sogni, i zar di Bollywood, i quali costruiscono grandi sogni del cinema popolare di svago – Krissh di Rakesh Roshan con l'attore Hrithik Roshan nel ruolo di un super eroe con poteri speciali, Vivah (Matrimonio) di Suraj Barjatya (una storia mielosa di un fidanzamento e di valori tradizionali indiani con gli attori Shahid Kapoor e Amrita Rao), Dhoom 2 della casa produttrice Yash Chopra (un film di avventura con effetti speciali, è anche il film con maggiori incassi dell’anno con Hrithik Roshan, Aishwarya Rai, Abhishekh Bacchan e Bipasha Basu) e Kabhi Alvida Na Kehna (Non dire mai addio) di Karan Johar. Quest’ultimo è un film con lussuose scenografie ambientato a New York con gli attori Shahrukh Khan, Preity Zinta, Abhishekh Bacchan e Rani Mukherjee, ma riesce ad essere controcorrente perché parla di divorzio e di secondi matrimoni, temi generalmente evitati dalla cinema popolare indiana. (Nell'immagine Rani Mukherjee e Abhishekh Bacchan in Kabhi Alvida Na Kehna).

 

In un rapporto pubblicato da una rivista americana, tra i 15 film stranieri con maggiori incassi in America nel 2006, ben otto erano i film di Bollywood. Per cui, il 2006 non è stato soltanto un anno di successi in India, bensì in tutti i paesi dove vive la diaspora sud asiatica.

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