DEV Un Film di Govind Nihalani Recensione di Sunil Deepak (2004)

Govind Nihalani si è affermato come un regista del cinema sensibile alle questioni sociali con una serie di film duri e realistici. Il suo primo film, Ardh Satya (Mezza Verità) era una denuncia del potere della polizia e dell'invisibilità dei poveri davanti al sistema giudiziario. Il suo nuovo film, Dev, è la storia di un poliziotto che si chiama Dev e approfondisce il tema dei conflitti religiosi in India.

L'India con i suoi 800 milioni di Indù, 110 milioni di musulmani, 60 milioni di cristiani, 60 milioni di Sikh, e altri milioni di credenti di tante altre religioni, è spesso sui giornali del mondo per i conflitti religiosi. Mentre la stampa e il sistema giudiziario in India si sono dimostrati sopra le parti, i politici sono spesso accusati di fomentare le discordie religiose a fini elettorali, con la convivenza o l'attiva partecipazione della polizia.

Nella recente storia Indiana vi sono stati due momenti, durante i quali vi sono stati massacri di centinaia di persone, e in cui sono stati identificati i colpevoli politici e i poliziotti, con centinaia di testimonianze e denunce dopo le quali i colpevoli sono comunque rimasti impuniti. Il primo fu nel 1984, quando il primo ministro Indira Gandhi fu uccisa da parte dei suoi guardiani Sikh. Per tre giorni la polizia ha guardato, lasciando che i politici del partito del congresso incitassero le masse ad uccidere adulti e bambini Sikh, e bruciare le loro proprietà. Nella sola Nuova Delhi, si pensa che circa 2000 persone sono state uccise. Rajeev Gandhi, il figlio scelto per diventare il nuovo primo ministro, giustificò il massacro con la sua famosa frase, "Quando cade un grande albero, è normale che vi siano dei terremoti". I politici identificati dai testimoni come le persone che andavano in giro con le informazioni fornite dalla polizia per identificare le case e proprietà dei sikh, per distruggerle, non sono mai state punite, anzi.. ancora ora occupano alcune poltrone governative.

L'altro momento è stato più recente, nel 2002, quando nella città di Godhra nello stato di Gujarat, i musulmani bruciarono un treno fermo alla stazione con dentro più di 200 pellegrini, tra di loro molte donne e bambini (il tribunale non aveva trovato prove sufficienti per sostenere questa tesi che furono i musulmani a farlo). La vendetta dei politici Indù del Gujarat fu immediata e spietata. I politici Indù del partito Bhartiya Janata party (BJP) con i propri mafiosi e con l'attiva partecipazione della polizia violentarono le donne, uccidendo bambini, donne a uomini e bruciando le loro case. Mentre nel 1984, i servizi di comunicazione erano ancora poco sviluppati, nel 2002 la situazione era molto diversa e esistono filmati, registrazioni e molto altro che documenta i dettagli più minuti e crudeli, quello che stava succedendo. Con migliaia di persone uccise e circa 70.000 persone nei campi profughi, fu uno dei peggiori massacri della storia indiana. I diversi leader del BJP e degli altri partiti fondamentalisti non sono ancora stati puniti.

I personaggi del film: I Personaggi di Dev: Dev è una storia che si basa su una storia simile. Sono tre i gruppi di personaggi principali del film - il primo gruppo è costituito da Dev (Amitabh Bacchan), il vice commissario della polizia, sua moglie Bharati (Rati Agnihotri) e il suo amico Tej (Om Puri), il commissario speciale contro il terrorismo. Tej, uno scapolo, ama il figlio di Dev come se fosse il proprio. Quando il bambino rimane vittima di un attentato dei fondamentalisti islamici, Dev e Bharati riescono a superare la trauma ma non Tej.. lui è accecato da un odio verso i musulmani, e secondo lui l'unico modo per rendere l'India sicura è di ammazzare tutti i musulmani o di cacciarli tutti nel Pakistan. Invece Dev vuole osservare la legge in maniera imparziale.

Il secondo gruppo è costituito da politici - Bhandarkar (Amrish puri), il leader induista e sindaco, il suo braccio destro Mangal Rao (Milind Gunaji) e il leader musulmano, Latif (Ehsaan Khan).

Il terzo gruppo è costituito dagli abitanti musulmani di un edificio Nur Mahal, in un quartiere popolare di Bombay. Tra questi c'è il leader musulmano seguace di Gandhi, Qazi, suo figlio Farhaan (Fardeen Khan), una ragazza Aaliya (Kareena Kapoor) e la sua amica Shabnam, i loro parenti e amici.

Trama: Dev è convinto che un uomo musulmano che abita nel Nur Mahal sia un trafficante di armi e membro del gruppo fondamentalista e organizza una trappola per catturarlo. Durante la sua cattura rimangono uccisi anche la giovane moglie con la bambina.

Latif sta pensando alle elezioni e vuole dimostrare al partito che lui controlla molti voti. Incita gli abitanti del quartiere musulmano per organizzare una protesta contro la brutalità della polizia e chiede al sig. Qazi di partecipare alla protesta. Qazi vuole essere sicuro che tutto sarà senza violenza e quando ne riceve l'assicurazione accetta di essere la capofila della protesta. Ma Latif ha nascosto i suoi uomini con bombe rudimentali tra i partecipanti alla marcia e al momento opportuno questi lanciano un attacco contro la polizia. Dev ordina alla polizia di sparare mentre Qazi cerca di fermare i violenti. Qazi muore. Farhaan, il figlio di Qazi è convinto che Dev sia un razzista e contro i musulmani e vuole eliminarlo. Tramite Latif, Farhaan è ammesso in un gruppo di ragazzi che ricevono formazione per diventare assassini e terroristi.

Farhaan organizza l'attentato contro Dev, ma Dev riesce a sfuggire ed a salvarsi. Tej riceve l'ordine e ampi poteri d'azione dal sindaco per catturare i terroristi. Lui è convinto del coinvolgimento di Latif e chiede un controllo del suo magazzino. Gli uomini di Latif che lavorano nella polizia lo avvertono ed i suoi uomini riescono a scappare prima dell'arrivo della polizia, tranne che per Farhaan, il quale viene catturato. Tej picchia il ragazzo brutalmente ma il ragazzo non gli rivela niente. Tej vorrebbe far uccidere il ragazzo ma interviene Dev. Lui conosceva Qazi, il padre di Farhaan ed è convinto che il ragazzo non può essere un terrorista, e lo lascia andare.

Farhaan è innamorato di Aaliya, ma ormai è coinvolto troppo con Latif e Latif invece pensa che il ragazzo può diventare un pericolo per la sua carriera politica perché è stato identificato dalla polizia, e organizza un attentato ad un tempio Indù, nascondendo una bomba dentro una moto e chiedendo a Farhaan di usare quella moto per consegnare un pacco ad una persona vicino al tempio. Quando scoppia la bomba, Farhaan si allontana dalla moto per comprare dei dolci e vede l'uccisione e il ferimento di centinaia di persone. Sconvolto dalla morte e dalla distruzione sospetta che l'azione sia opera di Latif, e non vuole più fare il terrorista.

Il sindaco vuole vendetta per la morte degli Indù al tempio e chiede aiuto al commissario Tej. Mangal Rao insieme ai suoi scagnozzi vanno nel quartiere musulmano per ammazzare e bruciare mentre Dev assiste impotente perché Tej gli ordina di aspettare l'arrivo dei rinforzi e di non intervenire. Aaliya e la sua amica Shabnam si trovano coinvolte nei disordini mentre tornano dalla scuola e chiedono aiuto ad alcuni poliziotti, i quali invece le mandano in mezzo agli scontri più duri. Shabnam e la sua famiglia sono uccisi e anche la madre di Aaliya. Farhaan trova Aaliya, ferita e violentata e la porta all'ospedale, con l'aiuto di Dev. All'ospedale Bharati cura la ragazza.

Latif e Mangal sono contenti perché entrambi hanno dimostrato ai propri partiti la propria capacità di coinvolgere il popolo musulmano e hindu rispettivamente, e ora decidono che i disordini devono finire e nessuno deve lanciare alcuna accusa contro di loro. Latif organizza una riunione di musulmani e gli chiede di non andare dalla polizia per lanciare accuse contro i mafiosi di Mangal Rao giustificandosi con un "non si può aspettare giustizia da un governo controllato dagli Indù".

Dev e Tej discutono molto. Dev non concorda con le teorie di Tej ed è allarmato dalla possibilità che Tej abbia volutamente lasciato morire tante persone senza intervenire. Dev organizza una commissione di inchiesta su quanto è successo nel quartiere musulmano. Come chiesto da Latif, nessun musulmano viene a registrare la sua accusa tranne Aaliya la quale punta il dito contro Mangal Rao. Anche le altre donne confermano poi la sue accusa.

Dev arresta Mangal Rao mentre Il sindaco e Latif sono furibondi. Latif ordina l'uccisione di Farhaan e Aaliya e il sindaco ordina l'uccisione di tutti gli abitanti di Nur Mahal, e fa scarcerare Mangal Rao.

Tej supervisiona personalmente la vendetta contro Nur Mahal - gli abitanti sono chiusi dentro barrando le porte da fuori, mentre gli scagnozzi di Mangal rao spargono benzina e danno fuoco all'edificio. Dev assiste alla scena e cerca di salvare le persone ma ormai è troppi tardi. Le persone che bruciano si lanciano dai balconi della casa per sfuggire alle fiamme. Dev scrive il rapporto ufficiale dell'accaduto e lancia l'accusa contro il suo amico Tej per aver organizzato tutto.

Farhaan e Aaliya scappano dagli uomini di Latif e cercano rifugio nella casa di Dev. Tej è arrabbiato perché il suo amico ha dato la colpa a lui e poi, ha tenuto nella propria casa due musulmani, e chiede quindi a Dev di rivedere la propria posizione. Ma Dev è convinto e non vuole tornare in dietro.

Prima della commissione di inchiesta, Tej chiede a due sicari di ammazzare Dev. Alle scale del tribunale, davanti a Tej i due sicari sparano a Dev e Farhaan corre per soccorrere Dev, ferito ma non mortalmente. Arrabbiato, Tej vuole ammazzare Farhaan ma Dev si mette in mezzo e muore. 

Tej fa finta di niente e va al funerale di Dev. Ma Bharati non vuole compromessi e chiede con insistenza di sapere chi ha ucciso Dev, perché sa che è stato Tej, e gli chiede di andare via. Con il rimorso di aver ucciso il proprio amico e la paura di essersi rovinato la carriera, Tej si uccide.

Farhaan promette a Bharati che tornerà a fare l'avocato e porterà avanti la lotta di Dev presso il tribunale per portare alla giustizia i responsabili.

Commenti: La trama del film è complessa e le scene dei massacri e delle uccisioni delle persone sono scioccanti. Non è un film per i deboli di cuore. Amitabh Bacchan nel ruolo di Dev è bravo. La scena dopo il massacro di Nur Mahal dove lui piange sussurrando "l'odore, la puzza della carne bruciata, donne e bambini che bruciano vive.." è molto forte e drammatica. Ma la migliore interpretazione del film è quella di Om Puri nel ruolo di Tej, l'uomo fondamentalista che odia i musulmani, vuole ammazzarli tutti e di godere della loro sofferenza.

Anche tutti gli altri interpreti del film, compreso Fardeen Khan, Kareena Kapoor e Rati Agnihotri sono competenti nei loro ruoli.

Mentre il film può essere una forte denuncia e può aiutare a capire almeno parte dei meccanismi e macchinazioni che stanno dietro ai cosidetti "disordini religiosi", non si capisce le motivazioni che portano una persona istruita e intelligente come Tej a posizioni così estreme dove la morte, il dolore e la sofferenza degli altri non riescono a incidere sul suo modo di ragionare. E' forse perché è un essere cattivo o malato? E i problemi sono creati soltanto dalle persone malate di mente come lui?

Il film presenta molto bene il problema delle minoranze musulmane in India (anche se India è il secondo paese del mondo per il numero dei musulmani, sono solo 11% della popolazione), le quali sono spinte verso il terrorismo quando la società non rispetta la dignità umana e promuove la discriminazione sulla base religiosa. La spietatezza delle misure anti-terrorismo verso un gruppo di persone in maniera indiscriminata assicura che i fondamentalisti continuino a trovare nuovi aderenti.

Alla fine è un film molto pessimista e un giudizio molto spietato sulla società cosiddetta democratica perché fa vedere che quando uno stato decide di diventare terrorista, le singole persone, quanto oneste che siano, hanno poca possibilità di opporre resistenza. Il massacro dei sikh del 1984 e il massacro dei musulmani nel 2002 organizzato con l'approvazione delle autorità e poteri statali sembra confermare questo pessimismo. La promessa di Farhaan di portare avanti la lotta per la giustizia presso il tribunale sembra incapace di fermare il sistema marcio degli interessi politici.

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