Dor Il Filo (2006) Recensione di Sunil Deepak (marzo 2007)
Dor (Il filo) è nuovo film del giovane regista indiano Nagesh Kukunoor. Nagesh è conosciuto per i suoi piccoli film senza le grandi stelle di Bollywood, ma con trame innovative. I suoi film sono considerati un po’ di nicchia. Il successo del suo ultimo film Iqbal (2004), la storia di un ragazzo musalmano sordo che vuole diventare parte della squadra nazionale di cricket, l’aveva portato al primo piano nel mondo del cinema popolare indiano.
Trama del film: Dor è la storia del filo invisibile del destino che può all’improvviso sconvolgere le nostre vite e può costringerci di agire in modo inconsueto che non avremmo mai sperimentato prima. Il film racconta la storia di due donne, Mira (Ayesha Takia), una neo-sposa indù nel deserto del Rajasthan e Zeenat (Gul Panang), un’insegnante in un piccolo villaggio musulmano delle montagne di Himalaya.
Mira è stata sposata da poco con Shanker (Anirudh Jayakar), è piena di vita, e
sta
imparando a conoscere e amare il marito scelto dalla sua famiglia. Loro vivono con
i genitori di Shanker, Randhir (Girish Karnad) e Leela (Shivani Joshi),
e la vecchia nonna vedova, Laxmi Bai (Uttara Baokar). Il mondo di Mira è pieno
di felicità e promesse, suo marito ha trovato lavoro in medio-oriente e potrà guadagnare
molti soldi per aiutare il padre a riscattare l’antico palazzo della famiglia. Sono costretti
a vivere nella piccola e miserabile abitazione adatta ai servi nel cortile del loro grande palazzo
mentre il palazzo è occupato da un giovane industriale (Nagesh Kukunoor, anche il regista del film).
I suoi suoceri la vogliano bene perché ha portato buona fortuna alla famiglia. Lontano dagli
sguardi dei genitori, Mira prova a ballare come le attrici di bollywood per il suo marito.
Solo la nonna, vestita sempre con i colori neri delle vedove, sembra un po’
infastidita dalla giovane sposa.
Zeenat vive nella montagna con il suo padre Beg Sahib (Banwarilal Taneja) e ama Amir (Rushad Rana). E’ una ragazza indipendente, vuole vivere la sua vita secondo i propri principi. Non porta il velo, va a lavorare come insegnante alla scuola e forse per questo, non è ben vista dai genitori di Amir. Anche Amir riesce a trovare un impiego in medio-oriente e vuole approfittare da questa opportunità per guadagnare un po’ di soldi, con i quali potrà avviare una propria attività al suo ritorno. Prima di partire chiede a Zeenat di sposarlo e la ragazza acconsente. I genitori di Amir non partecipano alla festa, perché secondo loro, il loro figlio è stato stregato da questa ragazza poco ortodossa, che non osserva le tradizioni.
Dall’Arabia Saudita Shanker manda i soldi alla famiglia e suo padre conta i mesi che mancano per saldare tutto il debito per riavere il loro palazzo. Questo loro figlio è stato proprio bravo, dice alla giovane nuora che deve fare diverse ore di strada su un cammello per andare da uno con un telefono cellulare per poter parlare con il suo sposo per qualche minuto.
Anche Amir manda i soldi ogni mese alla sua neo-sposa, ma Zeenat porta tutti i soldi ai genitori del marito. “Io guadagno come maestra, non ne ho bisogno, ma voi ne avete più bisogno”, dice. Poco alla volta i genitori di Amir cominciano a capire che la sposa del loro figlio è una brava ragazza.
All’improvviso tutto cambia. Al telefono Mira scopre che il suo marito è morto in un incidente. Mira
diventa
una vedova poco gradita alla famiglia, ha portato sfortuna alla famiglia. Deve vestirsi di nero
e non ha più diritto di sorridere, ballare o cantare.
Dall’altra parte, Zeenat riceve la visita di un funzionario del governo. Sembra che il suo marito ha spinto il suo compagno di camera giù dal balcone uccidendolo. Secondo la legge islamica, deve pagare con la sua morta. L’unico modo per sfuggire la sua condanna di morte è di avere un perdono dalla moglie dell’uomo ucciso.
Zeenat ha soltanto una foto del proprio marito con il suo compagno di camera, Shanker. Non sa il cognome di Shanker, non sa dove abita la sua famiglia. Ma se vuole salvare il proprio marito, deve cercare la vedova di Shanker e convincerla di firmare il perdono per Amir. Lei conosce Amir, crede che suo marito non è una persona violenta. Se Shanker è caduto dal balcone, deve essere stato un incidente, lei ne è convinta. Anche se non è mai andata fuori dai confini del suo mondo da sola, per salvare il marito, lei parte alla ricerca della vedova di Shanker.
In Rajasthan, lei incontra Behroopiya (Shreyas Talpade), un ragazzo giovane con un’ampia gamma di travestimenti per truffare e rubare gli ignari. Behroopiya è incantato da questa ragazza strana che va in giro da sola. Prima la ruba e poi si offre di aiutarla, Behroopiya diventa il suo compagno nella ricerca della vedova di Shanker. Anche se Zeenat ha subito chiarito che è li solo per salvare il proprio marito, in un momento di debolezza, Behroopiya non riesce a controllarsi e le confessa il proprio amore.
Alla fine Zeenat arriva nel villaggio giusto e va a parlare con i genitori di Shanker. Viene insultata, sputata in faccia e cacciata da casa, le rispondono che non firmeranno mai il perdono per l’assassino del loro figlio. Zeenat non si lascia scoraggiare e decide di fermarsi un po’ fuori del villaggio per cercare di parlare con la vedova di Shanker. L’opportunità arriva quando scopre che ogni giorno Mira esce da casa per andare al tempio.
Soltanto quando Zeenat incontra Mira capisce la tragedia della sua giovane vita e non ha il coraggio di dirle la verità. Poco alla vita le due donne diventano amiche. Mira che si sente così sola e la sua vita ha perso tutta la gioia, resta affascinata da Zeenat, che vuole vivere la propria vita secondo le proprie convinzioni e non secondo le tradizioni. Poco alla volta Mira sviluppa coraggio di interrogare le regole tradizionali che governano così rigidamente la vita delle vedove della sua comunità.
Intanto il tempo passa. Un giorno Behroopiya porta la notizia. E’ vicina il giorno della
condanna
di morte per Amir. Se Zeenat vuole salvare la vita al proprio marito, deve affrettarsi.
Dall’altra parte, lo suocero di Mira accetta la proposta dell’industriale che abita nel palazzo,
di pagare parte del suo debito con il corpo della giovane vedova.
Quando Zeenat le svela il suo segreto, Mira ne resta sconvolta, e rifiuta di firmare il perdono. Dice, “Hai approfittato di me, della mia semplicità! Hai fatto finta di essere la mia amica, e mi hai tradito”, e torna a casa dove i suoceri hanno scoperto che lei si vede con la moglie del assassinio del loro figlio. Per punizione, non potrà più uscire fuori da casa da sola.
Zeenat è scoraggiata. Ha fatto tutto quello che poteva ma non è riuscita a farsi firmare il perdono per salvare il proprio marito, e parte per il viaggio di ritorno.
Intanto Mira ci ripensa alla sua amica e cambia idea, vorrebbe aiutarla. La nonna vedova aiuta Mira a scappare da casa e andare a cercare Zeenat.
Commenti: La forza del film è la sua semplicità e i suoi tre attori principali. Gul Panang nel ruolo di Zeenat, è brava a esprimere un senso di forza e determinazione. Ayesha Takia ha la faccia innocente di una bambina e riesce a trasmettere l’angoscia della giovane vedova, piena di vita ma costretta a chiudersi nella prigione delle tradizioni. Shreyas Talpade, nel ruolo di Behroopiya aggiunge gioia al film con il suo continuo chiacchierare e i suoi travestimenti.
Da una parte, tramite il personaggio di Mira, il film tocca la vita delle vedove nei villaggi dell’India odierna e dall’altra presenta il volto della modernità e autodeterminazione delle donne musulmane, tramite il personaggio di Zeenat. Che Zeenat sia una donna musulmana è importante anche per allargare l’immaginario popolare del cinema indiano, quasi esclusivamente popolato da personaggi delle donne musulmane tradizionali e sottomesse.
Il film è molto piacevole da guardare, dove i colori del deserto fanno da sottofondo. Senza cadere nella trappole del melodramma e delle prediche, il film riesce a toccare argomenti importanti e passare il proprio messaggio in maniera leggera e piacevole.
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