GUIDE LA GUIDA, 1965 Recensione di Sunil Deepak (2004)

Guide è un film impegnativo. Il tema del film è la ricerca della spiritualità e il risveglio di questa consapevolezza in una vita circondata da frivolezze. Il film è basato sul libro, The Guide, dello scrittore indiano R. K. Narayan.

Il regista Vijay Anand, scomparso recentemente è conosciuto sopratutto per tre film - Guide (La Guida), Jewel Thief (Il ladro dei gioelli) e Johny Mera Naam (Mi chiamo Johny). Vijay, il più giovane dei tre fratelli legati al mondo del cinema di Bombay (Chetan Anand, Dev Anand e Vijay Anand), ha lavorato anche come attore. Guide è considerato il suo film migliore. Il fratello maggiore, Dev Anand ha prodotto questo film ed è anche il suo protagonista principale.

Dev Anand è conosciuto come un attore romantico, con un stile di lavoro molto stilizzato e fino a certo punto, artificiale. Questo suo stile che poteva sembrare attraente all'inizio, è poi con gli anni diventato quasi una caricatura. Sia come attore e sia come regista i suoi migliori lavori risalgono agli anni 1960-70. Anche se lui continua a lavorarci ancora (oggi ottantenne) come attore e regista, ormai i suoi film sono inguardabili. Guide è uno dei suoi film meglio riusciti.

Trama del film: Raju (Dev Anand) lavora come guida turistica nella città di Udaypur in Rajasthan insieme al suo amico tassista, Gafoor (Anwar). Lui è ben voluta dai turisti perché sa parlare bene, parla tante lingue e non esita ad approfittarsi di loro con piccole truffe quando può.

Il film inizia con Raju che esce dalla prigione in anticipo. Il suo primo impulso è quello di tornare alla sua città, alla sua vita di sempre, ma poi ci ripensa. Ormai, tutti i suoi conoscenti lo conoscono come un ladro uscito di prigione. Decide di andare via dalla sua città e giorvagare. Fa l'autostop, chiedendo passaggio ai camion o ai carri trainati dai cavalli che passano. Passano le settimane, e lui continua a viaggiare. I suoi vestiti si sporcano, le sue scarpe sono lacere, la sua barba diventa incolta. Mentre dorme tutto rannicchiato per ripararsi dal freddo, un santone di passaggio ha pietà di lui e lo copre con il suo scialle arancione. I semplici contadini del villaggio vicino pensano che lui sia un santone, ingannati dal suo scialle arancione, il colore della rinuncia. Raju è contento, non deve più lavorare, deve solo fare finta di essere un santone, dire qualche banalità, e i contadini gli portano le offerte.

Intanto davanti alla prigione lo aspettano sua madre (Leela Chitnis) e la famosa danzatrice, Nalini (Waheeda Rahman). Scoprono che Raju è stato rilasciato in anticipo per buona condotta. Dov'è andato? Perché non è tornato a casa? La madre di Raju si arrabbia con Nalini che secondo lei è la fonte di tutti i guai di suo figlio e chiede perché ha voluto rovinare la vita al suo unico figlio. Nalini prega la madre di Raju di ascoltare la sua storia. Così inizia la parte principale del fim in un flash-back.

Nalini si chiamava Rosi ed era figlia di una prostituta-danzatrice. Sua madre voleva salvarla da quella vita e così l'aveva dato in matrimonio a Marco (Kishore Sahu), un archeologo ricco e vecchio, che non può avere figli. Marco non ha tempo per la moglie, lui pensa solo al lavoro. Rosi ama danzare ma Marco non vuole vederla danzare perché secondo lui, fare la danzatrice è sinonimo di fare la prostituta. Marco e Rosi arrivano a Udaypur e Raju è la loro guida. Raju guarda i continui litigi della coppia - Marco lavora o va dalle prostitute mentre Rosi resta da sola in albergo. Frustrata, Rosi tenta il suicidio ma è salvata da Raju. Raju l'ha visto danzare e l'incoraggia a dedicarsi alla danza e a lasciare il marito.

Alla fine Rosi lascia il marito e viene a vivere a casa di Raju. I vicini di casa dicono che Raju si è messo con una danzatrice prostituta ma Raju non ascolta nessuno e prepara spettacoli di danza per Rosi. Rosi si presenta al pubblico come Nalini e con il tempo diventa sempre più famosa. Lei ama Raju, vorrebbe sposarlo, Invece Raju vuole più fama per lei, più soldi e più potere per se stesso.

Nalini (Rosi) si allontana sempre di più da lui, si sente sfruttata. Raju si da al bere e al gioco con gli amici. Marco nel frattempo si fa vivo e vuole vedere sua moglie - non si sono mai divorziati. Raju diventa insicuro e cerca di ostacolare il loro incontro. Ha paura che Rosi tornerà da Marco. Marco manda un regalo per Rosi, ma Raju fa la firma falsa di Rosi e poi butta via il regalo. La firma falsa è scoperta e Raju pensa che forse Rosi lo salverà ma Rosi non vuole dire una bugia. Raju finisce in prigione e Rosi lo va cercare e rimpiange di non averlo salvato dalla prigione. Raju riconosce il proprio sbaglio, doveva pensare all'amore e non ai soldi e al potere. E' l'ultima volta che i due si incontrano.

Nel frattempo, nel villaggio dove Raju si è nascosto nella veste di un santone, non piove da due anni. La gente non ha da mangiare. I contadini chiedono a Raju di fare il digiuno di 12 giorni perché pensano che solo così il dio manderà la pioggia. Raju vuole scappare via dal villaggio, per lui questa era soltanto una finzione ma la semplice fede dei contadini lo ferma. E' combattuto tra la voglia di scappare alla ricerca di una vita comoda da qualche parte, recitando la parte del santone che aveva intrapreso per caso. Inizia il digiuno. Dopo due giorni non riesce più a supportare i crampi dovuti alla fame. Da villaggi lontani i contadini arrivano a vederlo, tutti convinti che il digiuno del santone poterà la pioggia e Raju ormai non può più scappare. Inizia un suo dialogo interiore con il Dio e con la propria anima. Dopo i 12 giorni, lui ormai passa in coma ma continua questo dibattito tra fede e finzione, mentre da tutto il paese persone vengono a guardare il grande santo, il quale ha deciso di sacrificarsi per il bene dei poveri contadini. Rosi e la madre di Raju leggono la notizia sul giornale e arrivano anche loro ma ormai Raju non riesce più a parlare. Mentre lui muore comincia a cadere la pioggia.

Commenti: La storia del film non è semplice, sopratutto per capire la parte finale, dove Raju dialoga con se stesso ed i suoi lunghi discorsi sulla fede che può trasformare un ladro e truffatore in un santo.

Dev Anand è molto più credibile nella parte di Raju guide, meno nella parte finale dove il suo modo di interpretare il personaggio in maniera stilizzata, lo rende poco credibile.

Tutti gli altri attori, sopratutto Waheeda Rahman, nella parte di Rosi/Nalini, sono bravi. Le danze classiche di Waheeda Rahman accompagnate dalla musica di S. D. Burman sono molto belle.

Il tema del film, la storia d'amore tra un uomo e una donna separata dal marito senza discorsi di moralismo, era fuori dalle norme del cinema di Bombay d'allora. Anche il fatto che i personaggi del film non sono artificialmente buoni o cattivi, ma hanno le loro debolezze ed i punti forti, rende il film più credibile.

***

Vedi la lista completa degli articoli sul mondo di Bollywood.