Guerra e Dopo La Guerra L.O.C. e Dhoop di Sunil Deepak (aprile 2004)

Ho guardato due film, uno dopo l'altro, sulla guerra tra l'India e il Pakistan del 1999, chiamata anche la guerra di Kargil. Il partito BJP aveva il potere in India a livello nazionale da poco tempo, il primo ministro indiano, Atal Bihari Vajpeyi aveva lanciato l'idea di superare il vecchio conflitto con il Pakistan. Cosi fu inaugurato il servizio di pullman tra le città di Amritsar (India) e Lahore (Pakistan), e Vajpeyi andò in Pakistan per proporre un patto d'amicizia.

Subito dopo venne fuori che i soldati indiani avevano lasciato senza sorveglianza le loro postazioni vicino alla frontiera con il Pakistan (Line of control - Linea di controllo, chiamato anche L.O.C.) e queste erano state occupate dai soldati pakistani, i quali stavano bombardando la strada statale che collega la valle del Kashmir al resto dell'India. La guerra fu spietata con la morte di molti soldati indiani, i quali si trovavano ai piedi delle montagne, costretti a salire verso le postazioni fortificate in cima ai monti. Le immagini delle centinaia di barre dei giovani soldati avevano occupato le prima pagine dei giornali e telegiornali in India e tutto il paese era commosso dalla perdita di tante vite. Alla fine, le truppe pakistane erano state costrette a ritirarsi e per un po' si era fermato il processo di pace tra India e Pakistan. I due film riguardano questa guerra e la fase dopo la guerra.

LOC - Line of Control (2004)

Il primo film, L.O.C. è stato girato dal regista J. P. Dutta, il quale aveva perso suo fratello in un'altra guerra con il Pakistan, nel 1971.

LOC dura più di 4 ore e tutti gli attori e le attrici più famosi del cinema indiano hanno lavorato gratuitamente o per poco compenso, in questo film. Il film è stato girato nelle montagne intorno a 4 mila metri d'altezza, proprio nelle zone dove si era svolta questa guerra.

Basato sulle testimonianze dei sopravvissuti, il film racconta le storie di alcuni soldati indiani morti a Kargil nel 1999. Anche se vi sono delle scene che sviluppano le caratteristiche personali dei personaggi e vi sono alcune scene di flash-back relative ai genitori, ragazze o mogli di questi soldati, per la maggior parte il film è un duro documentario sulla guerra con molte scene brutali e sparatorie infinite.

Il film è stato fatto con molta passione e dedizione per presentare la vita dei soldati, ma è difficile da guardare. Dopo le prime 2-3 battaglie, si fa fatica a ricordare il dove e il perché delle singole battaglie.

Quando è finito il film mi sentivo stordito, incapace di ricordare cosa aveva visto e peggio ancora, non riuscire a percepire una comprensione (e forse compassione) per quei ragazzi morti. La mancanza di una storia è il punto più debole del film, anche se è pieno di bellissimi effetti visivi e bravi attori. Tra gli attori, sono bravi Sanjay Dutt, Saif Khan, Abhishek Bacchan e Ajay Devgan, ma mi è piaciuto sopratutto Manoj Bajpeyi.

Dhoop (2004)

Il secondo film Dhoop (Luce del sole) riguarda uno dei soldati presenti anche in LOC, il capitano Anuj Nayar, il quale era morto a Kargil. In LOC il ruolo del capitano Anuj è stato interpretato da Saif Ali Khan e la sua fidanzata, da Kareena Kapur mentre in Dhoop, gli attori sono Sanjay Suri e Gul Panang. E' un piccolo film, girato da un regista sconosciuto.

Come LOC anche questo è un film verità, ciò è basato su eventi realmente accaduti, ma questa volta la storia riguarda il dopo guerra e dopo la morte del capitano nella guerra di Kargil. I genitori del capitano e la sua fidanzata sono distrutti dal dolore. Mentre il padre (Om Puri) piange per il figlio, la madre (Revathi) si chiude nel silenzio, arrabbiata con suo marito per aver lasciato morire il figlio.

Vi sono premi e riconoscimenti dal governo al coraggioso capitano morto, ma i genitori soffrono troppo per rendersene conto. I cinque minuti di gloria della famiglia davanti le telecamere li trovano impreparati alla crudeltà del giornalismo dal vivo che vuole spettacolo. Uno dei giornalisti chiede al padre, "Come si sente lei? Cosa ha fatto quando ha saputo della morte del figlio" e il padre, un professore universitario balbetta, "Sono molto contento, sono felice, come pensate che si possa sentire un padre che ha perso il suo unico giovane figlio?"

Poco alla volta la coppia cerca di ritrovare un nuovo equilibrio per continuare a vivere, quando arriva una lettera dal ministero degli interni. Il governo ha deciso di dare un terreno e la licenza per una stazione di benzina ai genitori del soldato martire.

Il resto del film è sullo scontro del vecchio professore con la cinica e indifferente burocrazia indiana, il quale continuamente crea ostacoli intorno alla coppia per realizzare questa stazione di benzina. Tutti, la polizia che deve dare il nulla osta, il dipartimento dell'elettricità, il dipartimento dell'acqua, e tanti altri uffici, i quali devono dare qualche permesso, vogliono soldi sottobanco per fare il loro lavoro, che il padre rifiuta di pagare. Come può vendere la memoria del figlio?

In una delle scene, davanti al professore arrabbiato, un funzionario dice, "Si, va bene, tuo figlio è morto per il paese, ma cosa ha fatto per me? Io non ci ho guadagnato niente!" In un'altra scena, il poliziotto dice, "Il certificato è pronto ma ci vuole una prova che il defunto era proprio tuo figlio" e il professore torna con l'album delle foto compreso quello della bara del figlio.

Il film è una dura denuncia della corruzione nel sistema indiano e della crescente mercificazione della società dove le tragedie sono sceneggiate del cinema, da guardare con commozione, ma poi, continuare con la vita reale dove l'unica cosa che conta sono i soldi.

Gli attori, Om Puri e Revathi (nella foto a sinistra) sono molto bravi. Om Puri è già ben conosciuto in Italia (per esempio, per il ruolo del padre Pakistano del film East is East). Sanjay Suri nel breve ruolo del capitano è competente mentre Gul Panang come la fidanzata, come suo primo film, non è male. Il film è molto più efficace del LOC nel sollevare la questione dei soldati di oggi.

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