Meenaxi Tra Sogno e Realtà Recensione di Sunil Deepak (2004)

Forse era Lao Tzhe, il filosofo cinese, il quale aveva scritto di aver sognato di essere una farfalla e di chiedersi se era un uomo che aveva sognato di essere una farfalla o era una farfalla che sognava di essere un uomo.

Meenaxi (pronunciato Minacsci), il nuovo film di Maqbul Fida Hussein pone la stessa domanda. Makbool Fida Hussein è tra i pittori contemporanei indiani più importanti o forse il più importante, spesso appare sui giornali perché il suo lavoro suscita forti critiche da parte dei fondamentalisti di varie religioni.

Ho un ricordo molto vivido di Hussein. Quando avevo 10-12 anni, lo vedevo spesso tra gli amici di papà, tra le persone che giravano nella zona di coffee house di Connaught Place o intorno a Mandi House a Nuova delhi. Mi colpivano i suoi piedi scalzi, la sua barba bianca e il suo sorriso. Ricordo una volta la sua mostra di quadri al Triveni Kala Sangam. Forse avevo 12-13 anni e ricordo che indossavo i pantaloncini azzurri della mia divisa scolastica. I quadri erano enormi, con tanti spazi bianchi e colori in forma di fili spinati neri e marrone. Il vice-presidente Indiano dr Zakir Hussein venuto per inaugurare la mostra si era chinato per parlare con me e mi chiese se capivo il significato di quei quadri. Erano tempi prima di quest'ossessione per la sicurezza.

Il primo film di Hussein, Through the eyes of a painter (Dagli gli occhi di un pittore) aveva vinto qualche premio europeo verso la fine degli anni sessanta, ma forse era un film per i festival del cinema e non per le persone ordinarie.

Il suo secondo film, Gajgamini (2000), con diversi attori famosi come Shah Rukh Khan e Madhuri Dixit, era stato rifiutato dal pubblico e dalla critica. Anche questo ultimo film Meenaxi (2004) è stato bocciato dalla maggior parte dei critici ed è stato ritirato dalle sale cinematografiche indiane perché alcuni fondamentalisti musulmani pensano che una canzone del film, Nur tera Nur (luce, la tua luce) era blasfemo. Quando decisi di guardare il film, non avevo grandi aspettative ma volevo vederlo per i miei ricordi di Hussein come persona.

Trama del Film: Il film invece è stata una sorpresa molto piacevole. Il film riguarda uno scrittore, Nawab (Raghuvir Yadav), il quale vive nella città di Hydrabad ed è disperato perché non riesce più a scrivere. Nella festa di matrimonio di sua sorella vede una ragazza e ne rimane incantato. La ragazza è Meenaxi (Tabu), una ragazza che prepara e vende i profumi dei fiori. Meenaxi vuole che Nawab scrive un romanzo per lei e lo perseguita.

Nawab inizia a scrivere un romanzo nella quale Meenaxi è una ragazza impegnata nella salvaguardia del diritto all'acqua a Jaiselmer, nel deserto del Rajasthan nel nord-ovest dell'India. Lui immagina, Kunal (Kunal Kapoor) il meccanico locale vicino alla casa dello scrittore a Hyderabad, come un personaggio del romanzo, Kamelshwar, il ragazzo innamorato di Meenaxi. Ma Meenaxi non è contenta del libro e del suo personaggio perché pensa che sia la solita storia d'amore e costringe quindi Nawab a cambiare il personaggio. Quando il libro è finito, Meenaxi non è ancora contenta e fa bruciare il manoscritto, ma allo stesso tempo continua a perseguitare Nawab perché vuole che lui ci riprovi con un altro libro e con un personaggio diverso per lei.

Ossessionato dal libro, Nawab inizia un nuovo libro. Questa volta Meenaxi è Maria, una ragazza di Praga che studia Hindi ed è interessata alla cultura indiana. Lei incontra uno studente indiano Kamelshwar. Questa volta Meenaxi sembra più contenta del suo personaggio ma Nawab sta male. Alla fine quando finisce il libro, Meenaxi va via contenta ma Nawab muore. Ma lui non è morto, apre gli occhi e si trova nella festa del matrimonio di sua sorella e vede la bella Meenaxi, la scena dove era iniziato il film, per cui tutta questa storia era solo nella sua fantasia.

Commenti: Il film non è facile da capire perché non vi sono chiare demarcazioni tra il sogno e la realtà. Personaggi reali e immaginari si susseguono e si incontrano in continuazione e dopo un po' si perde la distinzione tra la realtà e la fantasia in modo molto affascinante.

Dal punto di vista visivo il film è ipnotico. Ogni inquadratura è un un quadro pieno di colori e di simboli ma il regista non si ferma mai a lungo, così i simboli diventano confusi, forse perché Hussein non vuole che gli spettatori si soffermino su un simbolo specifico ma vuole che il film sia vissuto come una sensazione senza ragionarci sopra. Infatti quando il film finisce, sembra di svegliarsi da un sogno molto piacevole.

Hussein sembra prendersi gioco dei fondamentalisti delle varie religioni e mescola i simboli delle diverse religioni nel film. Nawab è musulmano e la danza al matrimonio di sua sorella è con donne vestite di nero e di bianco che ruotano su se stessi come i darwesci. Le parole della canzone sono ispirate dal sufismo mentre gli uomini sono danzatori di Kalyapattam, la danza dell'arte marziale degli indù di Kerala. Meenaxi è prima indù e la danza dei colori con la canzone Rang hai (E' colore) è piena di simboli indù con un'esplosione di colori. Poi, lei è Maria, cattolica con una danza che richiama i simboli dell'antica Roma e l'antica Grecia.

I bambini dipinti di rosso, blu e giallo, i vasi di terracotta dipinti, gli uomini con le macchie della tigre, le montagne di color blu e nero, le porte marroni appese in aria che aprono sul deserto, il cavallo bianco con l'unicorno, gli occhi di Meenaxi che scrutano il mondo circondati dal rosso e dal nero, sono alcune delle immagini che rimangono nella memoria per molto tempo dopo che il film è finito.

La musica di A R Rehman aggiunge una dimensione nuova alle immagini del film. La canzone che mi piace di più è quella che non piace ai fondamentalisti - nur mera nur (Sono circondato dalla luce, luce la tua luce). Nell'insieme, un film molto piacevole e molto diverso dai soliti film di Bollywood.

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