Bollywood: film più popolari (Parte 1) di Sunil Deepak (2003)

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Da bambino ero affascinato dal mondo di Bollywood. Questo articolo parla di alcuni film sopratutto degli anni millenovecento sessanta-ottanta. Naturalmente, è una lista molto soggettiva, sono i film che piacciono a me, ma molti di questi film fanno parte delle antologie storiche di Bollywood. Oggi alcuni di questi film possono essere visti gratuitamente sui siti come quello di Rajshri (ma sono senza sottotitoli).

Sahib, Bibi Aur Ghulam (Signore, signora e schiavo, 1962)

E' uno dei miei film preferiti di tutti i tempi, ambientato nel Calcutta dell'inizio del novecento. L'India è sotto gli inglesi, mentre nascono movimenti di resistenza contro gli inglesi, anche le vite delle antiche famiglie feudali stanno cambiando. 

Bhootnath (Gurudutt), un semplice ragazzo di campagna arriva in città per vivere con un vecchio amico di suo padre, scrivano presso una famiglia feudale e un membro del movimento riformista dell'induismo, il Brahmasamaj. Il vecchio scrivano, vive con la sua figlia Jeba (Waheeda Rahman), in un angolo del cortile del palazzo della famiglia feudale.

Nella famiglia feudale, vivono 3 fratelli con le loro moglie e la vedova del fratello maggiore morto. La vedova è ossessionata dalla purezza del corpo e si lava più volte durante il giorno. I fratelli passano i giorni giocando con i piccioni e le sere nelle case delle danzatrici-prostitute, mentre le loro mogli passano le giornate con i figli e con le chiacchiere. L'unico problema è la bella moglie (Meena Kumari) chotti Bahu, del fratello minore, la quale vuole il marito a casa, vuole il suo amore e la sua compagnia.

Il film è sul complesso rapporto di Bhootnath con Jeba e con chotti Bahu e il rapporto tra chotti bahu e il suo marito (Rahman). Per avere il marito vicino a se, chotti Bahu decide di travestirsi da danzatrice-prostituta, danza e beve vino per intrattenere suo marito. Per un po' riesce a avere il marito in casa ma il marito poi torna dalle sue prostitute e lei finisce alcolizzata. Sospettata dai fratelli di suo marito per il suo rapporto con il ragazzo Bhootnath, viene assassinata.

Il film è raccontato in flash-back, quando Bhootnath, un supervisore per le costruzioni, sta lavorando sulle rovine di una vecchia casa e trova uno scheletro e dal braccialetto riconosce che appartieneva a Chotti bahu.

Uno dei migliori film di Guru Dutt, basato sul romanzo di Bimal Mitra, il film esplora i desideri delle donne in una società feudale governata dai valori patriarcali, con tantissimi personaggi indimenticabili. Quando finisce il film, è difficile dimenticare Meena Kumari nel ruolo di chotti Bahu, con il suo struggente desiderio negli occhi di avere l'amore di suo marito ad ogni costo, fino a farsi distruggere. L'ambientazione di un'epoca passata in bianco e nero è molto accurata.

Pakeezah (Senza Macchia, 1972)

E' un film di Kamaal Amrohi ed è ambientato nella società musulmana dell'inizio del novecento, nel mondo delle prostitute cortigiane. Il sistema delle prostitute cortigiane ha origine durante gli anni del regno musulmano in India, tra il 1500 e il 1900 - si trattava di donne belle, dotate di talento come cantanti e danzatrici, un po' come le geishe in Giappone. Di solito, erano amanti degli uomini ricchi, ma erano anche rispettate per la loro cultura.

Il film racconta la storia di una cortigiana, Sahib Jan (Meena Kumari), figlia di un nobile Sahabbudin (Ashok Kumar) e una cortigiana Nargis (la stessa attrice, Meena Kumari), e il suo amore per un giovane (Raj Kumar) della famiglia di suo padre. Il padre di Sahibjan voleva sposare la cortigiana che amava, ma la sua famiglia era contraria a questo matrimonio. Nargis, la madre di Sahibjan scappa da casa di Sahabbudin e da luce a sua figlia in un cimitero. Sahibjan cresce con la zia Nawabjan (Veena), ignara del proprio padre che la cerca. La zia Nawabjan è consapevole di Sahabbudin, ma vuole vendetta per la morte della propria sorella.

Sahibjan diventa una cortigiana famosa e gli uomini ricchi vengono al suo palazzo per ascoltare la sua musica e per guardare le sue danze. Durante un viaggio, Sahibjan conosce Salim, è un parente giovane di suo padre. L'uomo rimane affascinato dalla sua bellezza e le scrive una poesia. Sahibjan continua a fare la cortigiana e viene venduta per una notte ad un ricco uomo di affari, il quale la porta sulla sua nave. Un incidente durante la notte, porta ad un nuovo incontro fra il giovane nobile Salim e Sahibjan...questa volta tra i due nasce l'amore. Salim la porta a casa sua e la storia di sua madre si ripete poiché la famiglia non vuole questo matrimonio. Salim decide di lasciare la sua famiglia e di sposare Sahibjan. Alla moschea, per il matrimonio, Sahibjan riceve il nome di Pakeezah (la Pura, o senza macchia), ma lei sa che è solo una prostituta e che sempre vi saranno uomini che punteranno un dito verso di loro. Pakeezah sarà solo una maschera, non la reale lei. Lei rifiuta di sposarsi e torna a fare la cortigiana. Salim amareggiato, accetta di sposare una ragazza scelta dalla sua famiglia, e invita Sahibjan a ballare alla festa del matrimonio. Impazzita dal dolore, Sahibjan danza sui pezzi di vetro, lasciando le orme di sangue nel cortile della casa di suo padre.

Il film all'inizio fu criticato dalla critica e dal pubblico perché "troppo lento", diventò un grande successo, 4 giorni dopo l'uscita del film al cinema nel 1972 quando morì Meena Kumari. Oggi è considerato un film culto.

Sujata (Di Buona Famiglia, 1959)

E' un film di Bimal Roy sul tema del sistema delle caste. Sujata (letteralmente, il "fior di loto" e anche, "di buona casta/famiglia"), una bambina della casta degli intoccabili perde i suoi genitori in un'epidemia e viene lasciata presso una famiglia di bramini, perché non ha altri parenti. Charu, la signora della famiglia, è una persona gentile ma anche tradizionale. Lei vuole aiutare la bambina, ma non la vuole in casa perché è un'intoccabile, anche perché ha una propria figlia, Rama, della stessa età.

Sujata (Nutan) cresce con i domestici della famiglia, nella cucina e nelle stanze nascoste. Non capisce perché lei deve restare a casa, mentre l'altra figlia Rama (Shashikala) va a scuola. Non capisce nemmeno perché lei deve restare nascosta quando arrivano gli ospiti, ma accetta il tutto con buona grazia e vuole bene a quelli che pensa siano i suoi genitori. Cosi passano gli anni e le due ragazze crescono.

Un giorno Sujata vuole sapere da sua madre perché lei è trattata in modo diverso da sua sorella Rama. Charu le racconta la verità che lei non è figlia loro, ma che lei è un'intoccabile. Sujata è scioccata e vuole suicidarsi. Alla riva del fiume, il messaggio di Mahatma Gandhi sull'uguaglianza di tutti gli esseri le fa cambiare l'idea. Il marito di Charu e padre di Rama, vuole bene anche a Sujata ma per paura della moglie e degli altri parenti, non la difende. Sujata si nasconde in casa ancora di più.

Un giorno arriva a trovarli una vecchia parente (Lalita Pawar) con il suo figlio (Sunil Dutt), che insegna in un'università. Sembra l'uomo adatto per Rama, la figlia della casa. Sujata cerca di nascondersi perché sa che la vecchia parente è molto tradizionalista e odia gli intoccabili, ma il ragazzo la vede e rimane innamorato. Sujata rifiuta all'inizio, la madre del ragazzo minaccia suicidio, ma il ragazzo non cambia idea. Accetterà solo Sujata come sposa.

Charu quando scopre tutto questo è fuori di sé, pensa che Sujata è un'ingrata, una traditrice, che ha voluto rubare l'uomo scelto per Rama. Sujata rifiuta di conseguenza di sposarsi.

Dopo una caduta dalle scale, la signora Charu si fa male e ha bisogno di una trasfusione. Si provano con il sangue di tutti parenti, ma nessuno ha il sangue del gruppo sanguigno della signora. Solo Sujata ha il sangue del gruppo giusto. Alla fine Sujata dona il suo sangue alla sua madre adottiva. Quando Charu sta meglio e viene a conoscenza di quanto è successo, all'inizio non vuole credersi. Come poteva lei, donna dell'alta casta avere lo stesso gruppo sanguigno di un'intoccabile? Poi, convinta da suo marito, vuole Sujata vicino al suo letto, e per la prima volta la chiama 'figlia'. Charu capì cosi che il sistema delle caste è ingiusto e tutti gli esseri umani sono uguali.

Un film semplice in bianco e nero con una semplice storia, diventa un capolavoro grazie alla splendida interpretazione di Nutan nel ruolo di Sujata. 

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