Taare Zameen Par Stelle sulla Terra Sunil Deepak, 17 aprile 2008

Avevo ricevuto il seguente messaggio:

Sono una insegnante di scuola primaria e mi dedico a tempo pieno all'accoglienza degli alunni stranieri e alla ricerca di materiali utili per promuovere il dialogo interculturale. Due mie allieve mi hanno prestato il dvd del film Taare Zameen Par: pur essendo in hindi, lingua a me non nota, penso di aver compreso quasi tutto. Le immagini parlavano da sole. Per me è un ottimo film e mi ha emozionato ed entusiasmato. Quando uscirà in Italia?”

Avevo risposto:

Non le so rispondere quando e se mai uscirà in Italia. Magari se candidata alle Oscar dal governo indiano e riuscisse a vincerlo, può darsi che qualche casa di distribuzione italiana lo farà uscire in Italia, ma ho dubbi che ciò accadrà. Purtroppo i meccanismi della distribuzione dei film rendono difficile uscita di film stranieri in Italia.”

 

Anche se parlo spesso dei film indiani, non ho idea di cosa si può fare per migliorare l’accesso a questi film in Italia e se possiamo fare qualcosa affinché questi film siano doppiati o almeno sottotitolati in Italiano?

Nota (giugno 2010): Il film fu candidato al premio oscar per il migliore film straniero, ma non ha vinto il premio, per cui nessuno ha parlato della sua possibile uscita in Italia.

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Con il film Taare Zameen Par (letteralmente “stelle sulla terra”), l’attore Aamir Khan è diventato un regista. Aamir è già conosciuto in Italia per il film Lagaan (C’era una volta in India).

 

Taare Zameen Par (TRZ) è la storia di un bambino dislessico. Il bambino si chiama Ishaan Awasthi (Darsheel Safary), il quale non riesce a studiare, riceve brutti voti a scuola e non è molto coordinato. E’ un bravo pittore pieno di gioia di vivere ma viene continuamente preso in giro dai maestri e da altri ragazzi. A casa il suo padre (Vipin Sharma) ossessionato dalla carriera e dal successo, è orgoglioso del primogenito Yohan (Sachet Engineer), il quale prende buoni voti ed è un bravo atleta. La madre di Ishaan (Tisca Chopra) lo vuole bene ma non sa cosa fare con il bambino.

Esasperato da continue lamentele dei vicini e degli insegnanti, il padre decide di mandare Ishaan al collegio, con l’idea che Ishaan ha bisogno di un po’ di disciplina. Ishaan non vuole andare via da casa ma non può fare niente. In collegio, la disciplina non manca e gli insegnanti pensano che Ishaan sia un bambino con scarsa intelligenza e ancora meno voglia di studiare. Ishaan si isola da altri bambini e si chiude in se stesso.

L’insegnante di arte del collegio è ammalato e arriva un nuovo insegnante, Ram Shanker Nikumbh (Aamir Khan) in sostituzione. Ram Shanker insegna anche in una scuola per i bambini disabili. Lui si accorge della profonda infelicità di Ishaan e che il bambino rischia di cadere in un baratro dalla quale farà fatica a uscire vivo.

Ram Shanker capisce che Ishaan è dislessico. Lui visita la famiglia di Ishaan per parlare con loro e parla di dislessia nella classe. Parla di tante persone famose, ma dislessiche, le quali sono riuscite nella vita. Confessa che anche lui da bambino era dislessico. Poco alla volta la vita di Ishaan cambia e lui riscopre i colori e la gioia di vivere.

Il film è molto semplice e lineare. La mia scena preferita è quella dove il padre che sente un po’ il senso di colpa e vuole giustificarsi all’insegnante, arriva alla scuola e racconta che ha letto sulla dislessia, che ha fatto ricerche su Google per capire che cosa è e come influisce sui bambini. L’insegnante, Ram Shanker, gli risponde che bambini non hanno bisogno di genitori che diventano esperti, hanno bisogno di genitori che li vogliono bene, li abbracciano, li incoraggiano, li sostengono, e chiede, “Hai mai detto a Ishaan che gli vuoi bene?”

Mi è piaciuto il film anche perché mi ha fatto pensare ad alcune persone, i miei insegnanti, che sono stati così importanti per me in certi momenti della vita.

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