La Donna nella Chiesa Apostolica Gli Scritti di Don Silvio Favrin

Convegno “M. Cristina”, 26 Gennaio 2011

Grazie per l’invito.

E’ un piccolissimo contributo di riparazione e di riconoscenza e ringraziamento.

(1) Parto da vicino . Poco tempo fa in un Gruppo misto ci fu la protesta di una Donna perché la “cifra femminile” non è accolta, né compresa - “Invito tutti i maschi a tener conto della nostra peculiarità: del “di più” e del “diverso” che noi Donne possiamo portare.

E’ un segno che l’essere femminile è ancora vissuto e considerato “minoritario”e “subalterno”. E’ rassegnazione o protesta? Lamento o accusa? Perché questa “debolezza femminile” anche nella Chiesa?

(2) Si parte da lontano: da Eva! Che è una” costala di Adamo”!? Anche la liturgia lo ricorda “ciò che Eva si tolse”.., ascoltando l’accusa di Adamo: “La donna mi ha offerto quel frutto”! (Ma nella Cappella Sistina Michelangelo, secondo una tradizione del Talmud- raffigurò Adamo che prende il frutto dall’albero..) E la Bibbia afferma che “Dio creò l’uomo e la donna a sua immagine (Gen. 1,27) E’ il fondamento biblico, teologico, ontologico della “pari dignità”: immagine di Dio, non uno senza l’altro! Molte immagini di Dio si possono “leggere” al femminile. Ma anche questa rivelazione venne spesso oscurata da una società patriarcale e maschilista; e assieme all’elogio della donna Saggia nel Proverbi 31 10-31,e (avete ascoltato Mons. Fietta) ad alcune donne coraggiose e virtuose: Rut- Ester-Giuditta….

Leggiamo anche:” Volevo sapere qual è la peggiore cattiveria, la stupidità più assurda: la donna è più amara della morte. E’ come una rete, il suo affetto è una trappola, le sue braccia catene… Tra mille un uomo lo capisco: una donna no. (Qoèlet, 7 27-28) E: “non lasciarti incantare dalla bellezza.. p erché come escono le tarme da un vestito, così da una donna esce la cattiveria: Un uomo cattivo è meglio di una donna buona”. (Siracide 42, 12-14)

Perché non ancora si accetta la “pari dignità” e pari opportunità, i diritti della Donna, il rispetto del suo corpo, del suo carisma, del suo essere immagine di Dio?

(3) La grande novità si è compiuta nell’Incarnazione del Verbo di Dio che si è fatto uomo “nascendo da una Donna”, nella pienezza dei tempi (Galati 4) per farci diventare figli di Dio.

Così una Donna è Madre di Dio e Madre della Chiesa (già ascoltato don Adriano).. (L.G… cap. VIII) Da allora in Maria sono benedette tutte le donne. Come ricorda Elisabetta… Nell’Incarnazione nascendo da una Donna Dio si è fatto Uomo: così l’umano maschile e femminile si incontra nell’umanesimo integrale, e diventa valore teologico e salvifico. “Perciò tutto quello che è contro la persona umana (ingiustizia, guerra, violenza,..) è antievangelico e anticristiano.”

Essere vero uomo e vera donna è l’immagine e somiglianza di Dio ed è condizione indispensabile per diventare cristiano: pienamente e gaudiosamente umano! Efesini 2, 14 : di due uno solo!? ; Galati 3, 26-29. Senza dimenticare che fin dal principio Dio, enunciò la salvezza per mezzo di una Donna: “Dopo il peccato di Adamo ed Eva Dio disse al serpente: Metterò inimicizia fra te e la Donna; fra la tua e la sua discendenza ed essa ti schiaccerà la testa” Genesi 3, 15

Le interpretazioni sono diverse, ma l’immagine della Donna è significativa: sia la chiesa in generale, o la donna in particolare o Maria Vergine in modo speciale (beato Isacco della Stella).

Seguo tre momenti per vedere la presenza della Donna nella Chiesa apostolica:

Durante la vita di Gesù: Non ci fu una conversione immediata all’accoglienza, della “pari dignità” della Donna nella comunità cristiana: gli Apostoli erano sposati! Ma quando videro Gesù parlare con la samaritana “si meravigliarono, però nessuno gli disse: perché parli con lei?” Mentre Gesù la ascoltò in un dialogo rispettoso, le chiese da bere, le rivelò di essere il Messia, le diede fiducia, pure dopo una vita inquieta e irregolare e lei diventa la prima evangelista: Giov. 4, 5-42 ; (apro una parentesi: spesso sembra che noi preti viviamo un amore astratto, virtuale, paurosi di confidenze e affetto: non riconosciamo “l’altra metà del cielo” e della terra, e parte integrante della propria vita. Il celibato sacerdotale si rafforza e si ingentilisce per l’amicizia femminile)

Attorno a Gesù la presenza femminile diventa “sequela” di amiche , discepole e apostole. Scelgo alcuni incontri (dopo aver fatto la mia ricerca, ho letto l’uscita del libro:Con occhi di donna-Incontri femminili di Gesù. Edizione S. Paolo)

Luca 8, 1-3: “Gesù andava per città e villaggi annunziando il Vangelo del Regno. Con lui c’erano i 12 apostoli e alcune donne che egli aveva guarito e liberato da spiriti maligni. Erano Maria di Magdala.. Giovanna, Susanna e molte altre. Esse con i loro beni aiutavano Gesù e i suoi discepoli. E’ una vocazione che segna il superamento della condizione di inferiorità della donna, considerata oggetto di forze misteriose e maligne.

Per Gesù la Donna: vergine, sposa, madre è sempre accolta nella sua dignità di figlia di Dio e chiamata al Regno di Dio nella grazia della salvezza. E le donne ascoltano il suo Vangelo e lo seguono nella fedeltà e riconoscenza, e Gesù ammira la loro fede ( Matteo 15, 28; Luca 7, 50; 8, 48), le ama (Giov. 8, 3-11) ha compassione (Luca 7,11).

Le Donne seguirono Gesù fino al Calvario, alla Croce e al Sepolcro; saranno loro testimoni della Risurrezione, e presenti nel Cenacolo nella pentecoste. La “liberazione della donna” -non ancora compiuta- è frutto di un rapporto personale con Dio e di una conoscenza amorosa di Gesù e del suo Vangelo e la generosità, l’altruismo, lo spirito di servizio e apostolato, la tenerezza e la compassione, la fedeltà alla famiglia e la contemplazione silenziosa diventano dono per tutta la Chiesa. “Solo una profonda relazione con il femminile -e sua madre- poteva dare al messaggio di Gesù il suo carattere dirompente rispetto al contesto opprimente del patriarcato ebraico, e all’accadere di Dio nella vita umana”, (Il posto vuoto di Dio, pag. 221).

Andiamo a Betania, ospiti come Gesù di Marta, Maria e Lazzaro e vi ritorneremo più volte, (Luca 10, 38-41). Dopo aver detto la parabola del buon Samaritano, Gesù è in cammino con i suoi discepoli: sono in 13! Una Donna di nome Marta lo ospitò in casa sua, e si mise subito a preparare per servirli ed era molto affaccendata!.. per far festa: acqua, cibo, fiori… Maria, sua sorella, invece, seduta ai piedi di Gesù lo ascoltava. Gesù non fa un confronto: riconosce la “parte” di ciascuna, ma senza eccessiva preoccupazione e senza negare l’impegno sociale. La riflessione, fino a S. Benedetto ricorderà che Gesù invita all’ascolto orante e al servizio fedele: ora et labora! per ricomporre l’unità in sé stessi, tra uomo e donna, tra umanità e creazione per la riconciliazione nell’Alleanza originaria che è comunione trinitaria e Cantico di tutte le creature: nella pace, Giustizia, Creato.

Signore rendici attenti alla tua parola, come Maria e generosi nella carità come Marta.

Ascoltiamo un altro incontro: Giov. 8, 1-11 : Gesù e la Donna adultera.

Gesù dopo una notte in preghiera al Monte degli Ulivi, insegna nel tempio e gli portano una donna sorpresa in adulterio, per lapidarla e gli chiedono: Tu cosa dici? Mentre gli accusatori insistono e vogliono vendicare l’onore maschile Gesù silenzioso scrive con un dito per terra. Poi alza la testa e dice:” chi di voi –uomini- è senza peccato, scagli la prima pietra contro di lei!” Quelli se ne andarono, cominciando dai più anziani! Gesù si alzò e disse alla donna: io non ti condanno, ma d’ora in poi non peccare più.

La nostra società resta maschilista: il marito dove è? Gesù redime e salva la donna e la famiglia con il perdono, la pietà, e difende la dignità della Donna e degli accusatori. (Nel Veneto una donna su due patisce violenza, stupri anche in famiglia!).

La donna peccatrice in casa di Simone il fariseo (Luca 7, 36-50).

Alcuni esegeti dicono che si tratta di maria che abitava a Magdala un paese sul lago di Tiberiade, vicino a Cafarnao. Un fariseo, Simone, invita Gesù a pranzo. In quel villaggio c’era una prostituta e quando seppe che Gesù si trovava in casa, venne con un vasetto di olio profumato, si fermò dietro a Gesù, si rannicchio ai suoi piedi piangendo e li bagnò con le lacrime, li asciugava con i suoi capelli li baciava e li cospargeva di profumo. Immaginiamo la sorpresa e lo scandalo: la donna era conosciuta da tutti e il fariseo Simone doveva salvare il suo onore davanti a tutti.. Gesù si accorse della rabbia e del mormorare dei commensali e sorridendo racconta la parabola dei due debitori, ricordando con affetto e riconoscenza tutti i gesti della Donna, e tutti le mancanze di ospitalità del padrone di casa, e conclude: a lei sono perdonati i molti peccati, perché ha molto amato..va in pace! L’amore è dono di sé. Il gesto di invito di Simone, scompare di fronte alla pienezza e alla fantasia d’amore della Donna, che accoglie il perdono di Gesù e risponde con audacia in una vera intimità gioiosa e libera verso il suo Salvatore.

Aggiungo un pensiero di comprensione e misericordia per le “donne di strada”. L’umiliazione e il disprezzo verso queste creature spesso -costrette- a vendersi e subire violenza, offese, sfruttamento...

Ritorniamo ancora a Betania (non è l’ultima volta!) Giov. 11

E’ un momento di grande preoccupazione e sofferenza per le due donne Marta e maria e subito avvisarono Gesù: “Signore il tuo amico Lazzaro è ammalato”. L’amicizia con Gesù, “che voleva loro molto bene”, sente il bisogno della sua presenza ed esse hanno la sincerità di rimproverarlo quando arriva in ritardo: “Se tu eri qui nostro fratello non moriva” E Gesù piange assieme a loro.

Con altrettanta schiettezza e fiducia rinnovano la loro fede: Si Signore, credo che tu sei il Messia, il figlio di Dio!”. In questo “incontro” tra pianto, fremiti di tristezza ed emozione, la preghiera di Marta e Maria compiono il miracolo di Gesù che resuscita Lazzaro.

A noi richiama la Grazia e il valore delle famiglia nella gioia e nel dolore e ci interroga per la “crisi” familiare, difficoltà, separazioni, abitudine.

Per l’ultima volta percorriamo i tre kilometri da Gerusalemme a Betania (Giov. 12, 1-8). E i passi paralleli con qualche diversità (Matteo 26, 6-13 e Marco 14, 3-9)

Nell’ultima settimana della sua vita, Gesù ogni sera, camminando sotto la luna, si rifugiava dai suoi amici per ritrovare, dopo gli scontri con i farisei, la serenità e la confidenza: era l’ora degli affetti, tra sguardi innamorati e riconoscenti.

Ancora la famiglia è il luogo dei sentimenti, dei ricordi, delle confidenze. Lazzaro era ritornato dal sepolcro e offre una cena di ringraziamento. Come sempre Marta serviva, non più brontolando, e Maria, in un slancio di amore “prese un vasetto di nardo purissimo di grande valore e lo versò sui piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli e - il profumo si diffuse per tutta la casa".

Gesù gode per questo omaggio femminile e difende Maria dal giudizio cattivo di giuda e a quel gesto attribuisce un significato profetico di amore. Quante volte la presenza femminile riempie di profumo la casa! E da questo gesto, qualche sera dopo, Gesù ha voluto anche lui lavare i piedi agli apostoli come segno d’amore! Durante la Passione le Donne sono ancora presenti e fedeli.

Luca: 23,27: Mentre Gesù saliva al Calvario portando la croce, un gruppo di donne lo seguiva e facevano lamenti -Gesù si voltò e disse: “Non piangete su di me, ma per voi e i vostri figli.. verranno giorni...

E ancora: Lc 23, 54; Mc. 15, 40; Mt. 27, 35 e Giov. 19, 25:

“Accanto alla Croce stava maria sua madre e alcune donne; sua sorella, maria di Cleofa, Maria Maddalena e la madre dei figli di Zebedeo. E molte altre che erano venute con Gesù a Gerusalemme. Gesù vide sua madre, e disse: Donna, ecco tuo figlio! E da quel momento il discepolo Giovanni prese con sé Maria, in casa sua. Da quel momento ogni discepolo di Gesù riceve la grazia e la gioia di prendere con sé Maria, come vera Madre, con l’affetto che Lei aveva per Gesù e che Gesù aveva per Lei.

Ma l’amore è più forte della morte: (Cantico)

Giov. 20, 1: “Il primo giorno della settimana, al mattino presto, mentre era ancora buio, è l’impazienza dell’amore! -Maria Maddalena con altre donne vanno al sepolcro, portando aromi e vedono che la pietra è rovesciata. Maria corre da Pietro:”Hanno portato via il Signore”!

Ritorna subito a piangere accanto al sepolcro e chiede ai due angeli, si rivolge al custode e finalmente sente quella voce: Maria. Corre ancora dagli apostoli e grida: Ho visto il Signore!

E’ una -donna- che “evangelizza gli evangelizzatori. La Chiesa in questo senso ha ancora molto da scoprire”. ( Cardinale C.M. Martini). Il grido di fede diventa la testimonianza di una Donna della Risurrezione per la Chiesa Apostolica. E’ bene ricordare che ogni incontro è sempre reciproco tra Gesù e la Donna.

Penso che anche il “femminismo” non può cambiare la situazione della pari dignità e della liberazione delle Donne se non nel confronto e nello scambio, per non ripetere l’errore maschilista (anche della liturgia): che afferma “per noi uomini e per la nostra salvezza”.. Sempre e solo l’uomo! o “preghiamo per i nostri fratelli defunti” ecc. ecc. o “Cari fratelli..” Aggiungo un mia idea che mi piace. Luca 24, 13-33: i due discepoli di Emmaus erano marito e moglie! Tra le Donne del Calvario, è ricordata Maria, moglie di Cleofa. Secondo Luca uno dei due discepoli era Cleofa. Perché Maria non avrebbe accompagnato suo marito a Emmaus?

II° - Dopo l’Ascensione di Gesù

Atti 1, 12 “Dopo l’ascensione di Gesù gli Apostoli lasciarono il Monte degli Ulivi e ritornarono a Gerusalemme. Salirono al piano superiore della casa dove abitavano erano tutti concordi e si riunivano regolarmente per la preghiera con le donne, con Maria madre di Gesù e con i suoi fratelli.

Erano circa 120.

Atti 2,18 : Dice il Signore:”Effonderò il mio spirito sopra ogni persona; sui vostri figli e le vostre figlie, sui miei servi e le mie serve, ed essi saranno tutti profeti”. Questa è la chiesa di Gesù. Atti 2,1 “Quando venne il giorno della Pentecoste i credenti erano riuniti tutti insieme, nello stesso luogo. All’improvviso tutti furono riempiti di Spirito santo. Perché quello che Gesù volle e quello che lo Spirito consacrò non venne seguito? Se lo Spirito non ha fatto distinzione tra i discepoli e discepole perché imponiamo ai credenti due misure diverse? Atti 15, 1-21. Atti 4,1 La moltitudine dei credenti era un cuore solo e un’anima sola. Anche nel peccato è identica la sorte di Anania e Saffira!

Atti 9, 36 Una certa Tabita faceva molte opere buone. Tutte le vedove andarono incontro a Pietro, piangendo e gli mostrarono le tuniche e i mantelli che faceva Tabita (per i poveri). Atti 14, 27 Appena arrivarono Paolo e Barnaba riunirono la comunità e raccontarono tutto quello che Dio aveva compiuto per mezzo loro. Atti 16, 13-15 A Filippi, un sabato uscirono per andare a pregare lungo il fiume. Arrivati ci mettemmo a parlare alle donne, che si erano già riunite, una di esse si chiamava Lidia.. si fece battezzare con tutta la sua famiglia.. ci invitò a casa sua come ospiti e ci costrinse ad accettare.

Dalle lettere degli Apostoli

Scelgo solo alcune affermazioni di Paolo, considerato “misogino”.

Cor. 11, 7 : la donna è gloria dell’uomo. 11, 11: Di fronte al Signore la donna non esiste senza l’uomo, né l’uomo senza la donna. Infatti se è vero che la donna è stata tratta dall’uomo, è altrettanto vero che ogni uomo nasce da una donna e che entrambi vengono da Dio, che ha creato tutto. 1 Cor. 16, 15: Voi conoscete Stefana e la sua famiglia. Sapete che in grecia sono stati i primi a convertirsi e si sono messi al servizio dei credenti. Sappiate apprezzare persone come loro. 1 Cor. 16, 19: Vi salutano Aquila e Priscilla con tutta la comunità che si riunisce a casa loro. Filip. 4,1 : Raccomando molto Evodia e Sintiche di vivere in pieno accordo tra loro, secondo la volontà del Signore. Col. 4,15: Salutate per noi Ninfa, insieme con la comunità che si riunisce a casa sua. 1 Tim. 5,3: Abbi cura e rispetto per le vedove. Accetta nella lista ufficiale solo quelle…. Tutto il capitolo 5 ° contiene regole e incarichi per le vedove. 1 Tim. 5,1-2: Discussione tra esegeti: esorta l’uomo anziano = presbitero, mentre la donna anziana = non è tradotta con “presbitera”, come nell’originale. 2 Tim. 1,5: Ricordo la tua fede sincera, quella fede che hanno avuto tua nonna Loide, e tua madre Eunice! Nella chiesa apostolica la donna “ nec domina, nec ancilla, sed socia”! A illuminare tante figure femminili, contempliamo la visione in Apocalisse 12: Apparve in cielo un segno grandioso: una Donna vestita di sole, con una corona di 12 stelle e la luna sotto i suoi piedi… Infuriato con la donna il drago fece guerra contro i suoi figli.. . E’ la Chiesa, è Maria, è ogni Donna?.. che si oppone al male?.. . Veramente “ non ha più alcuna importanza essere ebreo o pagano, schiavo o libero, uomo o donna, perché uniti a Cristo siete un solo uomo nuovo (Gal. 3, 28).

III°

Nel programma sulla Donna, segno dell’amore di Dio per l’Umanità a me è stato chiesto una riflessione su La Donna nella chiesa apostolica, comprende anche il tempo dei Padri Apostolici, i successori diretti degli Apostoli? La seconda generazione’ Il tempo e gli scritti di Ignazio di Antiochia, Policarpo, Papia, Erma, Barnaba, Clemente. A Diogneto- Didachè ( prima del IV° Vangelo). Appena qualche cenno, … in obbedienza al mandato.

Nelle lettere e negli scritti i Padri Apostolici si rivolgono abitualmente a “fratelli e sorelle”, a "figli e figlie". Non perché d’improvviso la Chiesa sia diventata “a trazione femminile”, ma la presenza muliebre è ricordata anche nella gerarchia ecclesiastica del popolo di Dio, accanto agli uomini negli uffici pastorali e in vari ministeri: con i Diaconi, le Diaconesse, e le vedove, con i lettori e le lettrici, nell’ospitalità e nel governo della comunità, con i presbiteri, forse, le Presbitere secondo una interpretazione della 1° Timoteo 5,1 e la discussa Lettera 14 di papa Gelasio, can. 26, che attesta la presenza di Donne regolarmente ordinate “sacerdote” con il consenso dei Vescovi.

Un’altra ordinazione sacerdotale femminile è documentata in “Storia di Ludmila Javorava- ordinata sacerdote della Chiesa cattolica Romana”. Il 28 Dicembre 1970 a Brno in Cecoslovacchia il Vescovo Felix Davidek della “Chiesa del silenzio” perseguitata ha ordinato sacerdote Ludmila Javorova di 38 anni. E’ ancora vivente. Nel 1996 il vaticano l’ha interdetta dal ministero. E lei obbedì. "Ma un sacramento non si cancella", (Altre ordinazioni “segretate”?).

Ora ricordo alcuni fatti di vita vissuta: le fonti sono frammentarie ( Esodo, Luglio-Settembre 2010)

- Melania, donna di governo, fonda un monastero a Gerusalemme. Studia le scritture, conosce i padri.

- Olimpiade e Marcella, riescono a far deporre il vescovo di Cartagine, Ceciliano, e far eleggere il loro protetto.

- Altre volte capaci di condizionare sinodi episcopali.

- Formano un “Senato muliebre” tra alcune patrizie.

- Alcuni pagani accusano l’eccessiva rilevanza femminile nella Comunità Cristiana.

- Si ribellano contro quei Senatori che non lasciano libertà alle mogli di seguire una “vita di perfezione”.

Aggiungo la testimonianza di molte Donne martiri, esaltate per le loro azioni “virili”, e offese dalla crudeltà maschile. non solo nell’uccisione, ma nel disprezzo della loro femminilità: Perpetua, Agata.. .

- Poi ritorna quel “blocco patriarcale” dominante nella storia della Chiesa.

Non si tratta di rivendicare “quote rosa”, ma di vivere insieme, tutti i battezzati la Grazia di dio che ci fa partecipi della dignità di figli e del potere sacerdotale, profetico e regale di Gesù Cristo (L.Gentium) per continuare il mistero della salvezza. Perché come nei Vangeli e nella chiesa Apostolica, le Donne devono” seguire e servire” Gesù; ciò testimonia il carattere totalmente e radicalmente inclusivo del discepolato femminile. Significa che quelle Donne erano parti integrante del gruppo itinerante dei suoi discepoli e anche le Donne sono chiesa!

Ma questa è una verità ancora troppo scomoda da accettare -secondo il teologo Alvarez Valdes- perché da sempre escluse dalla vita pubblica, oscurate negli aspetti più dirompenti sul piano religioso, relegate al ruolo di comprimarie: un occultamento ai danni delle donne cui non è sfuggita l’ermeneutica della bibbia, improntata a una lettura e interpretazione patriarcale” (Adista, 9-10-2009)

Come mai dopo la parentesi che rispetta ed esalta la “pari dignità” i diritti e la presenza religiosa della donna nella Chiesa, ritornano i 2 blocchi patriarcali: quello ebraico pagano, e dal 3° secolo quello ecclesiastico?

- Alcuni teologi interpretano questo fatto perché si è separato Maria dal popolo cristiano. Non più “benedetta tra le donne -in mulieribus-“ in senso inclusivo: cioè in Maria sono benedette tutte le donne; e perciò la chiesa figlia, discepola, “allattata spiritualmente”, da Maria nostra madre, e come lei saper vivere il mistero cristiano con l’amore e con gli occhi di Maria. Così Maria diventava il simbolo per ogni donna a seguire Gesù e nel dono di sé.

Invece quel “benedetta fra le donne” è interpretato in senso esclusivo e Maria posta su un piedistallo irraggiungibile, inaccessibile: soggetto di devozione e culto separato dalla vita, e le altre donne ritornano ad un “immaginario pre-cristiano”, figlie di Eva!

Ascoltiamo S. Ambrogio, nel “Commento su S. Luca”:

“ Elisabetta fu colma di Spirito Santo ed esclamo: Benedetta tu fra le donne…e beata tu, che hai creduto”! (Lc. 1,41) Ma beate anche voi che avete udito e creduto. Ogni anima -e ogni donna- che crede, concepisce e genera il Verbo di Dio. Sia in ciascuno, l’anima di Maria per magnificare il Signore; sia in ciascuno lo spirito di Maria per esultare in Dio! Se c’è una sola madre di Cristo secondo la carne, secondo la fede Cristo è il frutto di tutti, perché ogni anima -e ogni donna- riceve dallo Spirito il Verbo di Dio ed è benedetta e magnifica il Signore per la sua misericordia ed esulta in Dio suo salvatore, come Maria”.

- Altri pensano: a causa del celibato, da custodire contro le tentazioni di Eva, ( e non da vivere come dono, ed esperienza di vero amore): Monita - Fuge cito, ponge, sempre!- ecc.

- La presunzione maschilista, anche nella Chiesa e nella Gerarchia - la storia la fanno gli uomini …(S. Girolamo: De viris illustribus), e S. Agostino ricorda solo Maria S. e Monica).

- La rassegnazione femminile. “Il silenzio sociale delle Donne” Non solo nel mondo islamico! Si può ancora sperare?

- Oggi si può ancora sperare sulla pari dignità? (Anche oggi la chiesa è apostolica -credo-)

Sono molti i segni di speranza per la grazia dello Spirito ( con termine biblico ebraico è espresso al femminile..) ma anche di sofferenza per le lentezze umane e istituzionali.

Non bastano le “quote rosa” o le rivendicazioni femministe o qualche ricostituente al “sesso debole” ; è necessario saper vivere insieme –uomini e donne- la grazia e la vocazione che fa partecipi tutti i battezzati della dignità di figli di Dio, “a sua immagine” e del potere sacerdotale, profetico e regale di Gesù Cristo (Lumen Gentium 30- 36), “come pietre vive per formare il tempio dello Spirito Santo: sacerdoti consacrati a Dio e offrire sacrifici spirituali che Dio accoglie volentieri per mezzo di Gesù Cristo (1° Pietro 2,5) e continuare nella Chiesa e per l’umanità il mistero dell’Incarnazione e della Redenzione ed essere “Sacramento visibile di salvezza e del regno di Dio. E non “graziosi” animali domestici oggetto di desiderio (Diritti delle Donne, pag. 19 )

Segno di speranza è il fiorire di Documenti, messaggi, profezie.

Al termine del Concilio Vaticano 2° nel messaggio alla Donne i Vescovi sono presi da entusiasmo e scrivono:”Viene l’ora, l’ora è venuta, in cui la vocazione della donna si svolge in pienezza, l’ora in cui la donna acquista nella società un’influenza, un irradiamento, un potere finora mai raggiunto. E per questo le donne, illuminate dallo spirito evangelico possono aiutare l’umanità a non decadere”, a diventare più umana (G.S.) e la Chiesa più cristiana.

Messaggio conciliare riportato nell’enciclica “Mulieris dignitatem” e che riassume tante affermazioni della L.G. – G.S. – A.A.-. La Pacem in Terris indica come un “segno dei tempi” la coscienza della donna della propria dignità e di non permettere di essere trattata come strumento, ma come persona. E “la Caritas in Veritate” la donna è segno dell’amore di Dio per l’umanità (Vs. programma) E alcune iniziative di emancipazione: Teologia al femminile. Gruppi ecclesiali, Cooperative e Microcredito, Incontri ecumenici (badanti, ortodosse ecc.), Donne per la Pace e giustizia; qui a Castelfranco V. “Donne in nero”, Esperienze di volontariato, ecc. .

Il CIPSI, propone il premio : Nobel per la pace 2011 alle Donne africane.

Il tema di lavoro per il CUAMM nel 2010/2011 è: L’Africa cammina con le Donne!

Però -triste ma vero!- La Chiesa è ancora patriarcale, e perciò sbilanciata nel suo essere comunione ecclesiale. La realtà clericale prevale sul laicale; la funzione gerarchica è dominante sul “Popolo di Dio”. Anche la “Lettera ai vescovi sulla collaborazione” di Ratzinger (2004) ricorda i compiti importanti della Donna nella chiesa, però resta la demarcazione di ruoli e responsabilità differenti per la donna. E il nostro Vescovo Gianfranco scrive che “le parrocchie sono troppo clerico centriche”.

Accenno a due segni negativi:

- l’interpretazione comune che la “vita consacrata” è esclusiva delle religiose e non di tutte le donne cristiane.

- nell’aggiornamento del codice Diritto Canonico sono ricordati due “crimina majora “da scomunica papale = pedofilia (bene) e la volontà della donna a diventare sacerdote ministeriale (dal regno).

Maria nostra Madre. benedetta tra le donne, insegni a tutti i Suoi figli, donne e uomini a fare sempre la volontà dell’unico Padre nostro. Per Cristo Suo figlio e nostro Signore. Amen

Per quanto riguarda la realtà socio, politica e culturale della donna avrete 4 incontri:

- La donna nella Costituzione italiana e nel diritto.

- La donna nella storia secolare castellana.

- Donne nel romanzo italiano, nell’880 e nel 900.

- Emancipazione femminile: luci e ombre.

- Edith Stein: patrona d’Europa.

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L'indice completo degli scritti di Don Silvio Favrin.