Diario Di Un Viaggio in Sud Africa, 2005 Sunil Deepak

30 gennaio, 2005, Johannesburg

16.00 Siamo già alla fine di gennaio. Mi sembra di aver chiuso gli occhi per vivere dentro me stesso, e lo scorrere dei giorni avviene quasi in un sogno. Ogni tanto vi sono momenti di lucidità. La sera con Mariangela al centro commerciale me lo ricordo, anche la sera con la musica africana a Casalecchio. Invece la visita di Don Silvio e Maria Grazia per visitare la mostra Abunté, sembra sfuocata. E il viaggio a Johannesburg, anche questo è sfuocato, molto. Ho letto il libro di Lehane, sulla quale Clint Eastwood ha girato il film Mystic River. Mi ricordo vagamente della ragazza francese seduta accanto a me, ma poi basta.

South Africa images, Sunil Deepak

Ebony Park & Ivory park, black townships in Midrand, 25 km from Johannesburg

Johannesburg, i sud africani lo chiamano Jo'burg, sembra l'America con le autostrade, i grandi centri commerciali, il senso di essere in mezzo a enormi distese. Il viaggio dall'aeroporto, mi faceva pensare al viaggio con la Nadia nello stato New York nel 2002. Vi erano dei momenti quando mi sembrava di essere a Brasilia. Belle case, tutto ordinato, belle macchine con i belli bianchi... qualche rara macchina, un po' vecchia e malmessa, guidata da qualche nero.

Siamo alloggiati in un centro congressi alla periferia di Jo'Burg, in mezzo a niente. Non c'è nessun trasporto pubblico. Per cui la vera Jo'burg non lo vedrò. Quando l'ho detto alla ragazza che mi aspettava all'aeroporto, lei aveva risposto, "Tanto, Jo'burg non ha niente da far vedere, è brutta." La guida del Lonely Planet dice che bisogna stare attenti, che c'è molta criminalità, che non bisogna uscire dopo il tramonto, che se sei nero non badare se qualche bianco di guarda male, che se sei indiano, non badare se qualche bianco o qualche nero ti guarda male...

Il centro è gestito da un gruppo protestante che non condivide l'opinione generale sulla bontà del vino sud africana. In fatti alcolici sono proibiti. Prima colazione dalle 7 alle 8, pranzo dalle 12 alle 13 e cena dalle 18 alle 19. Poi, passi il tempo a parlare con gli amici, a passeggiare e coltivare la propria spiritualità.

Così dopo cena vado a fare una passeggiata. Vedo qualche cervo in giro, poi tre zebre che si preparano per la notte. Chissà perché quando penso alle zebre, penso alle strisce marroni o scure sul giallo, un po' come le tigri o le giraffe. Invece queste zebre sono bianche e nere. Al ritorno, un piccolo gruppo di cervi mi taglia la strada, sono circa una ventina e rimango fermo affascinato dalla loro grazia. Tutti i cervi quando si accorgono di me scappano via, tranne uno che si ferma per guardarmi. Sono gli animali parzialmente addomesticati del centro congressi. Domani mattina devo alzarmi presto per andare a scattare qualche foto di questi animali.

Dietro il centro, c'è un piccolo laghetto e poi, una township povera, forse sono persone che lavorano nelle fabbriche nei dintorni. Durante la notte, anche la township è illuminata. Sembra una piccola via lattea. Invece le stelle non si vedono perché è nuvoloso.

31 gennaio 2005

20.30 Stamattina c'era l'inaugurazione formale della riunione alla presenza del ministro della sanità. Era una donna, molta simpatica, la dott.sa Monto. Ha vissuto in esilio per 28 anni. Appena arrivata ha voluto sapere perché la TV di stato non era presente e poi ha telefonato per farli venire. Questo ha fatto ritardare l'inaugurazione di circa 1 ora. Comunque, è stato bello quando lei, appena entrata in sala del congresso ha iniziato a battere le mani e a cantare una canzone sud africana. La mia presentazione non era niente di speciale anche se accompagnata da belle immagini. Comunque diverse persone sono venute da me per dire che avevano gradito la mia presentazione. Forse perché ero stato molto breve!

South Africa images, Sunil Deepak

Ministro della sanità del sud africa, dott.sa Monto canta una canzone

Oggi pomeriggio sono scappato dal congresso per circa mezz'ora per fotografare gli animali. Ho scattato qualche foto ai cervi e agli uccelli ma non ho trovato le zebre. Spero di avere maggiore fortuna domani. In tanto ho visto che la nuova macchina fotografica digitale fa belle foto. Con uno zoom ottico di 10x, ho fatto le foto del lontano township e le foto sono venute così nitide che si possono vedere dei dettagli incredibili.

1 febbraio 2005

22.15 E' stata una giornata piena senza un attimo per fermare e pensare. Mi sono svegliato prestino e subito mi sono vestito e uscito con la mia macchina fotografica per cercare le zebre. Camminai a lungo ma oggi non si vedeva niente - nessun cervo, nessuna zebra, niente di niente. Quando ero stanco, già cominciava a fare tardi per la colazione, allora ho dovuto tornare. All'improvviso, ho visto un branco di cervi in mezzo alle case e così ho scattato qualche foto. Comunque, sono tornato in camera deluso perché volevo fotografare le zebre. Poi,mentre andavo a fare la colazione, ho visto le zebre, erano nel campo di calcio dietro la mia camera. Allora ho mangiato in fretta e sono subito corso al campo di calcio per fotografare loro. Le foto sono venute proprio bene. Ne ho fatte tante ma avrei voluto farne tante altre.

South Africa images, Sunil Deepak

Le zebre al campo di calcio

Poi ho visto in giro un grosso uccello - forse appartiene alla famiglia di tacchini o di galline, molto bello ma anche molto timido. Non può volare o forse vola poco, e vanno in giro in gruppi di 7-10 uccelli. Ho provato a farli qualche foto ma fin'adesso senza successo.

Oggi avevo la mia presentazione al congresso. E' andata bene anche se non era niente di speciale. E poi ho avuto una riunione dopo un'altra. L'ultima riunione è finita poco fa. Era una riunione difficile e avevo paura che vi scoppierà una lite seria tra alcune persone. Per questo l'ho gestito con molta fermezza anche se ogni tanto ho cercato di fare qualche battuta per alleggerire la situazione. Per fortuna abbiamo evitato scontri frontali. Dopo qualcuno è venuto a ringraziarmi. Comunque mi sentivo proprio svuotato! Ora è meglio che vado a dormire. Ho un'altra riunione presto domani mattina.

3 febbraio 2005

05.45 Ieri sera c'era il ricevimento. Non era niente di speciale con delle danze "Zulu", ragazzi con vestiti tipo "io Tarzan, tu Jane". Forse il mio giudizio sulle danze e l'americanizzazione della cultura africana per i turisti dipende anche dal fatto che pochi giorni fa avevo visto le danze dei ragazzi del Ghana invitati in Italia da AIFO. Quando hai già visto come può essere una cosa in realtà, fai fatica a accettare le copie finte! Comunque ho chiacchierato con Paulo Nhaca del Mozambico e Adallah dalla Kenia.

Ieri pomeriggio mi sono scatenato di nuovo a fotografare le Zebre. Prima le ho viste nel parcheggio e sono subito corso a farle delle foto. Dopo, alla fine della riunione, le ho trovato fuori dalla mia camera e questa volta le ho fotografato proprio da vicino. Il loro modo di fare e di guardare somiglia tanto ai cavalli, magari ai cavalli timidi.

South Africa images, Sunil Deepak

I cervi a passeggio

Stamattina ho già fatto le valigie. Ho ancora l'ultima parte della riunione stamattina durante la quale mi hanno chiesto di presentare il dott. Srinivasan, uno dei più grandi esperti di chirurgia della lebbra oggi. Poi in primo pomeriggio partirò per l'aeroporto per andare a Cape Town. Non ho visto niente di Jo'burg e non sono mai uscito da questo centro congressi, comunque sono contento di aver avuto l'occasione di aver visto da vicino le zebre. Sono animali così belli e buffi che potrei guardarli per delle ore senza stancarmi!

21.15 Sono arrivato a Cape Town, la città del Capo.

Il viaggio di ritorno dal centro congressi situato nella zona di Midrands a circa 25 km dalla città di Jo'burg verso l'aeroporto è stato interessante perché l'autista, un vecchio inglese, in sud Africa da circa 25 anni, ha raccontato un po' della vita post-apartheid del paese. Le vecchie township per i neri come l'Ivory park e l'Ebony park, due zone che si vedevano dalla mia camera, dove ogni piccola casa è costruita per una famiglia di 4 persone, le periferie con i bunglow dei bianchi sono ora diventate zone residenziali miste, e come poco alla volta, alcuni neri iniziano a guadagnare di più e si spostano in altre parti della città, prima vietate a loro. Ad un semaforo c'era un uomo bianco che chiedeva elemosina. Un rapporto del giornale diceva che la percentuale dei neri sotto la soglia della povertà è diminuita mentre è aumentato il numero dei poveri bianchi. Tuttavia si vede ancora che i bianchi stanno meglio. All'aeroporto per prendere il volo per Cape Town, forse vi erano 10 neri o asiatici e tutti gli altri, circa 70-80 persone, erano bianchi.

Al congresso ho incontrato una dermatologa, Jamila Abubaaker, nata in Gujarat in India e cresciuta in Sud Africa. Diceva che prima del 1994, le persone di origine indiana potevano vivere solo in Durban e per visitare Jo'bug dovevano avere un permesso e comunque non potevano stabilirsi in altre città. Volevo parlare con lei dell'esperienza di vivere sotto le leggi dell'apartheid ma non vi è stata l'occasione.

L'ultima mattina del congresso è stata molto interessante. Il dott. Srinivasan, ha fatto una relazione molto interessante sulla prevenzione delle disabilità nei malati di lebbra. Ha 75 anni e si vede che non sta molto bene, ma ha la mente lucidissima e un modo molto chiaro di esporre le questioni. Ho ricevuto diversi complimenti per come avevo gestito la riunione, la sera prima. Mi ha fatto piacere sentire, Zoica, una psicologa brasiliana, la quale ha detto che ero stato bravo per riuscire a far parlare tutti, a smussare i conflitti e rendere la riunione costruttiva. Piet Both, responsabile della Leprosy Mission per Africa è venuto da me per dire che dal mio modo di comportare ho dato dignità al ruolo della presidenza dell'ILEP. Shelley Hartely invece mi ha informato che trova i corsi sulla CBR che ho preparato per la pagina internet dell'AIFO molto utili e intende a utilizzarsi per uno dei moduli del corso di CBR che lei tiene presso l'università di Londra. Insomma, le soddisfazioni personali non sono mancate. L'unico momento di delusione era non vedere le zebre prima di partire- erano sparite!

A Cape Town ho trovato un guest house non molto costoso ma bello. Doveva essere una vecchia casa signorile. Ho un piccolo appartamento per circa 60 Euro al giorno. Cape Town è costosa come Londra, non so come fanno i neri vivere e mangiare con questi prezzi. Cerco sempre i posti meno costosi e semplici per mangiare ma qui tutto costa molto, più che a Bologna. Durante il viaggio all'hotel dall'aeroporto, ho chiacchierato con l'autista il quale mi ha mostrato l'ospedale dove il dott. Christian Bernard aveva fatto i primi trapianti del cuore. Ho visto anche il Table mountain, circondato da una nuvola. La panorama del Capo di Buona Speranza, e l'incontro tra i due oceani sotto la punta più meridionale dell'Africa vista dall'aereo era molto bello. L'autista, un ragazzo bianco nato e cresciuto a Cape Town, ha detto che ama vivere a Cape Town ed è molto contento che ora non c'è l'apartheid e che i suoi bambini possono crescere senza conoscere mai quei brutti giorni quando il mondo di Cape Town era suddiviso in aree dove potevi andare e altre, dove non potevi andare, e che la città può finalmente vivere la sua multietnicità con gioia. Mi piacerebbe parlare di questo cambiamento anche con qualche persona nera, ma sono contento di sentire queste voci piene di speranza per il proprio paese.

South Africa images, Sunil Deepak

Il Table Mountain sullo sfondo della città del capo

Se l'area di Jo'burg mi faceva pensare all'america con i suoi vasti spazi, la città di Cape Town mi fa pensare a Rio di Janeiro con la baia da una parte e le montagne dall'altra. Penso che Rio sia più bello ma il Table mountain e l'altra montagna che loro chiamano la testa del leone, hanno il loro fascino. Il Table Mountain, visto dall'aeroporto ha diverse cime a punta, solo quando arrivi davanti alla baia, la montagna diventa piatta come un lungo tavolo.

4 febbraio 2005

21.05 Ormai la visita in Sud Africa è finita. Domani inizierò il viaggio di ritorno. Oggi è stata una bella giornata piena di emozioni. Sono uscito dall'hotel alle 7 questa mattina per andare a Robben island, l'isola dove c'era un lebbrosario e poi fu la prigione per i prigionieri politici sud africani, compreso Nelson Mandela, il quale fu prigioniero sull'isola per 18 anni tra il 1964 e il 1982.

South Africa images, Sunil Deepak

Il cortile dove per 18 anni, Nelson Mandela rompeva le pietre: Eugenio racconta gli orrori delle torture

Ho preso il ferry, la navetta, ed ero tutto preso dalla bellezza del mare e il table mountain che si alza dietro lo sfondo della città di Cape Town. Poi all'improvviso pensai alle persone che facevano quel viaggio, sapendo che forse non torneranno mai più a vedere i propri cari e in un attimo la bellezza fu sostituito da una sensazione cupa.

La giornata sull'isola era una altalena continua di emozioni. C'erano gli ex malati di lebbra venuti da diverse parti del mondo, il quali hanno parlato di isolamento, dell'oppressione e della propria prigionia. C'erano i malati di AIDS sud africani, i quali parlavano della propria lotta per dignità. Alla fine c'era Eugenio, un ex prigioniero politico sud africano, il quale ci ha fatto da guida, spiegando la propria esperienza di prigioniero sull'isola per 10 anni. Lui arrivò all'isola nel 1984, quando aveva 16 anni e fu liberato nel 1994 quando finì l'apartheid. Durante la giornata siamo andati al cimitero dei malati di lebbra per pregare per loro, abbiamo letto le loro lettere. Preghiere cristiane, musulmane, indù, ebree. Siamo andati dentro la chiesa costruita nel 1895 per i malati di lebbra uomini per ascoltare le testimonianze dei malati di oggi. Si parlava di torture, di famiglie spezzate, del desiderio di conoscere i propri genitori e figli perduti per la causa della malattia. Il filo spianto delle prigioni davanti alle spiaggie bianchissime da depliant per i turisti e la montagna della città del Capo visibile in distanza ricordavano la disperazione di quelli che avevano vissuto li dentro. La cella di Nelson Mandela, il cortile dove lui spezzava le pietre con gli altri detenuti, l'ospedale per i prigionieri, tutto è li come era una volta per non dimenticare il passato. I pinguini dell'isola che ti guardano con curiosità, nascosti sotto i rovi.

South Africa images, Sunil Deepak

La testimonianza di Bill Malo (Hawai) nella chiesa dei malati di lebbra di Robben Island

Quando è arrivata l'ora di tornare mi sentivo pieno di emozioni. Non volevo più pensare. Ho scelto un posto al piano superiore del ferry. Non mi aspettavo il forte vento e il mare in burrasca con le enormi onde. Gli spruzzi di acqua erano come secchi di acqua fredda buttati sulle nostre teste. In un attimo tutti i passeggeri erano bagnati. Alcuni si sono alzati per andare sotto coperta ma alcuni altri non hanno voluto rischiare andare giù sulle scale per la navetta ondeggiava in maniera impressionante. Nessuna giostra ad una luna park può dare quell'emozione. Ero bagnato completamente e tremavo. Il bagno è durato circa 25 minuti. Davanti a me alcuni anziani tremavano come me.

Una volta scesi giù dalla nave, il vento e il sole hanno subito asciugato i vestiti ma ho ancora il portafoglio bagnato. Il forte vento aveva portato via le nuvole anche dalla cime del Table mountain, così alla fine l'ho potuto ammirare.

South Africa images, Sunil Deepak

Un vero spettacolo!

***

L'indice completo degli articoli di Sunil Deepak