Autori Indiani in Italia: Jaya Murthy Sunil Deepak, 29 aprile 2008

In gennaio 2008, ero a Torino all'evento letterario organizzato dal Premio Grinzane Cavour. In quell'occasione ho avuto l'opportunità di conoscere Jaya Murthy, la quale ha scritto un libro sulle ricette indiane vegetariane e ha tradotto in italiano un romanzo (Le nuvole non hanno forma) scritto nella lingua indiana kannada. Ecco la storia di Jaya Murthy nelle sue parole: 

Percorso della vita: Sono originaria del sud dell’India. Mio marito è originario di Bangalore, Jaya Murthymentre la mia famiglia è di Mysore. Dopo il matrimonio ho vissuto a Bombay per 15 anni dove mio marito lavorava presso l’istituto di ricerca fondamentale di Tata. Dopo il matrimonio, mi sono laureata in economia all’università S.N.D.T di Bombay e poi per 5-6 anni ho lavorato, prima in un junior college e poi nelle scuole superiori.  Nel 1984 siamo venuti in Italia. 

Primi anni in Italia: Quando sono arrivata in Italia, ero abituata a lavorare e condurre una vita molto attiva. Invece qui non ho trovavo lavoro, avevo molto tempo libero e così ho deciso di iscrivermi all’università. E’ stata una scelta molto bella. Mi sono laureata in lingue e letterature straniere. Era una laurea quadriennale in inglese e biennale in francese, questo corso di laurea mi ha dato la possibilità di conoscere anche la letteratura italiana. L’università mi ha dato l’opportunità di conoscere l’Italia che non conoscevo molto bene. Ho scritto la mia tesi su R. K. Narayan e il titolo della mia tesi era, “Raccontare l’india: la narrativa di R.K. Narayan”. Mio relatore era Prof. Khir Elam.

Poi ho iniziato il servizio di volontariato presso università di Pisa sulla religione indù, lavoravo insieme ai professori italiani, prima con Prof.ssa Caterina Conio e poi con la Prof.ssa Donatella Dolcini, facevo qualche lezione quando loro mancavano. Poi mi occupo anche di fare conferenze sull’India e sull’induismo. Ho avuto l’occasione di insegnare Hindi ai dottorandi sempre all’Università di Pisa. Mi piace molto tenere queste conferenze perché mi dà l’opportunità di studiare e approfondire la mia religione e di fare studi comparativi tra induismo, buddismo e cristianesimo. Quando mi chiamano, vado molto volentieri. Tuttora lavoro volontariato in una Università degli adulti, come insegnante della lingua inglese.

Il libro di ricette sulla cucina vegetariana indù: Siamo vegetariani puri e quando ne parlo di questo con gli amici italiani, loro non capiscono e ci chiedano spesso, “Ma come fate, mangiate soltanto lattuga?” Così mi è venuta l’idea di scrivere un libro (Le ricette della tradizione vegetariana indù, Jaya Murthi e Angela Fiorentini, ETS, 2003) per gli italiani, per spiegare le nostre tradizioni, come si mangia sulle foglie di banana, come si servono gli ospiti, e ho spiegato le nostre ricette tradizionali.

Attraverso le ricette abbiamo spiegato perché gli ingredienti sono sacri, perché il cibo è considerato sacro Jaya Murthynell’induismo. Poi, abbiamo spiegato le feste, le divinità, ecc. Il libro è stato scritto insieme alla mia amica Angela Fiorentini, la quale ha fatto studi su Mahatma Gandhi, è stata a Banaras (Varanasi), ha fatto tesi di laurea sulla donna indiana e dottorato sulle Istituzioni di Mahatma Gandhi. E’ una persona che ama l’India e anche lei è vegetariana. Nel libro lei spiega anche la sua scelta di diventare vegetariana e ha scritto la prima parte del libro intitolato “La cucina del subcontinente indiano”.

Fortunatamente questo libro ha avuto grande successo e ora si prepara la sua seconda edizione. In questa nuova edizione abbiamo aggiunto due nuovi capitoli. Uno dei nuovi capitoli riguarda il significato della scelta di essere vegetariani per i bambini. Qui danno le scatole di carne ai bambini piccoli e penso che è importante spiegare che i bambini vegetariani possono crescere sani. Per questo capitolo ho coinvolto una pediatra di Bangalore perché non ho la formazione medica e volevo essere precisa e corretta. L’altro capitolo nuovo è sulle merendine vegetariane. Questa seconda edizione del libro probabilmente uscirà entro Dicembre 2008.

Le nuvole non hanno fretta: E’ uscito recentemente il libro “Le nuvole non hanno fretta” di Gayathri Murthy, che ho tradotto dal kannada in italiano, con l’aiuto di Angela Fiorentini. Questo è un altro piccolo contributo per far conoscere l’India in Italia. Ho pensato che fosse importante promuovere la conoscenza della letteratura in lingua kannada in Italia. Qui le persone hanno già letto qualcosa di scrittori che scrivono in Hindi, Malayalam e Tamil, ma non conoscono le letterature delle altre lingue indiane.

Gayathri è mia cugina ed è una grande scrittrice in kannada. Aveva scritto un bel romanzo Hambla (desiderio) con un tema molto toccante, quello di una giovane donna che resta vedova e come lei affronta la società. Ha un figlio quando diventa vedova e il libro racconta i desideri dei protagonisti e il suo secondo matrimonio nel tentativo di ridare amore paterno al figlio. La protagonista Malathi riuscirà nella sua impresa? Si deve leggere il romanzo per sapere il risultato. Il romanzo presenta un’India che evolve, come le tradizioni specialmente riguarda le donne stanno cambiando in India.

Il romanzo serve anche per spiegare la nostra cultura. Per alcune parole in lingua kannada usate nel testo in italiano, abbiamo aggiunto note in fondo alle pagine per spiegarne il significato. Fortunatamente Vandana Shiva ha accettato di scrivere la prefazione di questo libro. Donatella Dolcini che insegna Hindi all’università di Milano ha scritto la post fazione. Daniela Finocchi del concorso letterario nazionale Lingua Madre ha scritto la presentazione.

Jaya Murthy e Sunil Deepak

Idee per il futuro: Spero di continuare con le traduzioni. In questo momento sono impegnata nella traduzione di un altro romanzo, Dollar Sose in Kannada (titolo inglese “Dollar Bahu”) scritto da Sudha Murthy. Il libro ha avuto grande successo, è stato tradotte in molte lingue. Questo romanzo parla della vita degli stranieri in America e del conflitto culturale. Sento un’affinità con questo tema perché è un tema che anche noi affrontiamo quando i nostri figli crescono in una cultura diversa dalla nostra originale cultura. Il romanzo parla di due nuore, una che vive in America e ha i dollari, e l'altra nuora che vive una vita sottomessa in India. Il libro parla dei valori della vita, di non correre dietro ai soldi. Il libro illustra anche come vivono i genitori ed i nonni in America. Questo libro uscirà prossimamente.

Sono felice di dire che mio racconto intitolato “Sulla Stessa Barca” ha vinto per la pubblicazione nel Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre 2008 e uscirà nella fiera del libro di Torino. 

Vivere lontano dall’India: E’ stato un cambiamento difficile, venire a vivere qui in Italia. Devo ringraziare i miei amici italiani, sono molto grata a loro. Mi trattano con molta amicizia, come una sorella. Sono una persona un po’ testarda e insisto a vivere come fosse in India. Non ho mai smesso di portare la sari. Mi conoscono tutti come la signora indiana.

Il primo impatto con l’Italia è stato difficile e mi manca l’India, le nostre feste sia religiose che nazionali, la nostra cultura, le nostre famiglie, i parenti e gli amici. Anche mio marito proviene da una famiglia numerosa, mentre qui siamo 3 gatti. Abbiamo anche il nostro ostacolo alimentare perché siamo vegetariani e non posso andare a condividere i piatti con gli amici italiani. Questa mancanza dell’India, l’ho riempita con gli altri lavori come le traduzioni e andare in giro a parlare dell’India. E’ soltanto un piccolo contributo, una goccia nel mare.

Abbiamo solo un figlio, si chiama Deepak. Lui è molto attaccato all’India. Aveva 11 anni quando siamo arrivati qui e lui si è subito ambientato. Ha imparato l’italiano. Ha studiato latino a scuola e ha preso ottimi voti all’esame di maturità. Ora lui studia l’ingegneria elettronica. Oramai sta per iniziare la sua tesi. Lui si è inserito molto bene qui.

Loro, mio figlio e mio marito, forse sentono meno la mancanza dell’india, forse perché lavorano e sono impegnati. Copertina - Nuvole non hanno formaMio marito ha trovato un bellissimo ambiente nella sua facoltà di matematica. Io invece sento di più questa mancanza e cerco di riempirlo con diverse cose.

Non mi manca la vita materiale in Italia, ma mi manca la vita spirituale e la nostra cultura. Quando arriva una nostra festa come la Diwali, non c’è nessuno che ci fa gli auguri. Quando faccio i disegni colorati di rangoli per le feste davanti alla porta della casa, devo avvertire la signora della pulizia che non sono da pulire. Li capisco perché loro non sanno che cosa è e quale significato ha per noi, è qualcosa di strano per la loro cultura. Per questo voglio scrivere e spiegare la mia cultura agli altri.

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Da “Le nuvole non hanno forma”

Gayathri Murthy: Ho cercato di analizzare un caso veramente complicato come quello della giovane madre vedova che si sposa una seconda volta. Nel romanzo appaiono 3 personaggi importanti: la vedova Malathi, suo figlio Ghiri e Maohara, il secondo marito. Le seconde nozze risolvono i problemi di Malathi, ma un altro grosso problema spunta nella vita del bambino Ghiri, il quale desidera (hambala, significa desiderio) un amore paterno autentico, desidera tanto riempire il posto vuoto creato dalla morte prematura del suo adorato padre. Ho cercato di rappresentare nel modo migliore la sofferenza di Malathi schiacciata tra il seocndo marito e il filgio, la delusione di Ghiri e i tentativi di Manohara per cucire gli strappi tra madre e figlio. Lascio ai lettori giudicare se sono veramente riuscita nella mia impresa.

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