Ricordi e Lacrime: Donne affette da Lebbra Sunil Deepak, 2002

Prima Conferenza Internazionale delle Donne affette da Lebbra

Seneca Falls (New York), Stati Uniti – dall’11 al 16 giugno 2002

Città di New York: Appena sbarcati dall’aereo, il caldo torrido toglie il respiro. La città Donne affette da lebbrasembra racchiusa in una cappa di foschia opprimente. Dove stavano le due torri gemelle, le gru si alzano in cielo come corvi mentre le foto dei morti appese lungo i marciapiedi si sbiadiscono sotto il sole cocente ed i turisti si fanno fotografare davanti agli edifici che non vi sono più. Agli incroci delle strade, le persone stanno con il braccio alzato come la statua della libertà, per chiamare i taxi, mentre il traffico ruggisce come una bestia ferita, incapace di muoversi.

Viaggio a Syracuse: Per andare a Syracuse, l’acquisto del biglietto è più difficile dal previsto – l’impiegato della stazione ferroviaria mi informa che per salire sul treno bisogna avere la prenotazione e la prenotazione si fa soltanto per telefono. Al telefono, il computer fa una serie di domande ma fa fatica a riconoscere il mio accento, cosi per ogni domanda devo ripetermi più volte e mi accorgo che sto gridando dagli sguardi incuriositi dei passanti. Alla fine riesco ad avere la prenotazione ma l’acquisto del biglietto Donne affette da lebbraferroviario richiede un documento di riconoscimento e un numero di telefono locale per gli eventuali contatti.

Il treno parte in orario e segue il fiume Hudson, fino ad Albany la capitale dello stato di New York. Dopo aver passato il piccolo villaggio di Rome, il treno arriva alla cittadina di Syracuse, dove ci aspetta un rappresentante di IDEA (Integrazione, Dignità e Autosufficienza Economica), l’associazione internazionale degli ex-malati della lebbra. Dopo altri 45 minuti di viaggio in una macchina attraverso il parco nazionale di Montezuma, arriviamo a Seneca Falls.

La prima convenzione sui diritti delle donne: Il 19 e 20 luglio 1848 la prima convenzione americana sui diritti delle donne fu promossa da un piccolo gruppo di donne e altri simpatizzanti in una chiesa di Seneca Falls. La dichiarazione di questa convenzione fu l’inizio di una lotta che portò al diritto al voto delle donne in America ed è stato uno dei documenti utilizzati per la stesura della dichiarazione universale sui diritti umani. La Dichiarazione recita:

“che tutti gli uomini e le donne sono stati creati uguali; che il Creatore ha dato a tutte le persone certi diritti inalienabili; che tra questi vi sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità; che per assicurare questi diritti si istituiscono i governi, i quali ricevono i loro giusti poteri dal consenso delle persone che essi devono governare… la storia umana è la storia ripetuta dei danni e delle violenze da parte degli uomini sulle donne, imposti per stabilire un’assoluta tirannia su di loro. Questo è testimoniato dai seguenti fatti:

Lui non le ha mai permesso di esercitare il suo diritto inalienabile di libero voto.

Lui le ha obbligati a sottomettersi alle leggi, nella formulazione delle quali lei non ha nessuna voce.

Lui le ha negato i diritti che sono concessi ai più ignoranti e degradati degli uomini, sia nativi che stranieri.

Se sposata, lui le ha resa civilmente morta per la legge.

Lui le ha rapito tutti i suoi diritti sulla proprietà, anche sul salario che lei guadagna…

Sul sito dove fu firmata questa prima convenzione, è stato eretto il monumento nazionale sui diritti delle donne; in fondo ad un prato, su una parete è stata scolpita la Dichiarazione che è costantemente bagnata dall'acqua.

E’ qui che inizia la prima conferenza internazionale delle donne affette dalla lebbra. Le rappresentanti provengono da diversi paesi del mondo, molte di loro con segni indelebili della lebbra sul corpo, alcune in sedia a rotelle, altre con protesi, tutte con i vestiti tradizionali dei loro paesi. Il gruppo venuto dall’isola Donne affette da lebbradi Kaluapapa nelle Hawai, dove lavorava P. Damiano, ha in testa corone di fiori, il gruppo giapponese indossa kimono dai colori sgargianti, il gruppo brasiliano dimostra danzando la sua allegria, le donne africane hanno costumi multicolori. Tutte si riuniscono davanti alla parete della dichiarazione per rivendicare il proprio diritto ad una vita dignitosa e ricevono una copia della dichiarazione come segno di riconoscimento dalla sig.ra Lizzie Watts, commissaria del parco nazionale sui diritti delle donne.

Dopo le cerimonie piene di gioia e colori, iniziano le testimonianze. E’ questo l’obiettivo della conferenza, testimoniare la propria lotta per la dignità e nei prossimi giorni, uno alla volta, tutte le persone parleranno della loro situazione quali persone affette dalla lebbra. Prima di tutte parla Magdalena, moglie di Jose, e racconta gli anni quando il suo Jose era stato chiuso nel lebbrosario di Carville. Mentre le vecchie ferite si riaprono, i suoi occhi si riempiono di lacrime. Tra le persone che l’ascoltano, molti hanno gli occhi lucidi mentre Magdalena racconta le offese subite, le amicizie infrante, i problemi dei suoi figli a scuola.

Le lacrime di Magdalena sono soltanto un inizio. Sarà, questa, la conferenza delle lacrime.

La storia di Elisabeth: Elisabeth Shepherd è una nota attrice inglese, vive attualmente in Canada e ha recitato in diversi film. Suo padre Vincent Shepherd era un missionario metodista in Birmania. Donne affette da lebbraQuando Elisabeth aveva 8 anni, a suo padre fu diagnosticata la lebbra e fu chiuso in un lebbrosario nel Sud dell’India. Parla degli 8 anni passati lontano da suo padre, quando non aveva il permesso di avvicinargli per paura di contrarre la malattia e dei problemi di suo padre con la congregazione che non voleva parlasse in giro della sua esperienza di lebbra. Il Rev. Shepherd fu curato dal dott. Cochrane con punture di olio di Chaulmoogra e guarì completamente. Poco dopo il suo rientro in Inghilterra morì. Elisabeth parla anche della sua vergogna e dei sentimenti di rifiuto verso il padre quando scoprì che aveva la lebbra, ora cerca la pace avvicinandosi alle altre persone colpite dalla malattia.

La testimonianza di Pauline Hess: Pauline è la figlia di Catherine Puahala, residente settantaduenne del lebbrosario di Kaluapapa nelle isole Hawai. Catherine era solo una ragazzina quando le fu diagnosticata la lebbra e fu tolta dalla sua famiglia e chiusa nel lebbrosario dove più tardi si sposò con un malato di lebbra. La testimonianza di Pauline che è nata nel lebbrosario, è stato uno dei momenti più forti della conferenza, “Non ho mai conosciuto la mia mamma. Appena nata mi portarono via da Kaluapapa e sono cresciuta lontana da lei. L’ho conosciuta soltanto quando ero già adulta. Mi vergognavo di lei – non volevo che la gente sapesse che sono sua figlia. Guardavo la sua faccia deturpata dalla malattia e non volevo camminarle vicino. Avevo paura di accompagnarla a questa conferenza. In questi giorni ho avuto modo di conoscerla. Ieri l' ho sentita parlare con i ragazzi delle scuole ed ho scoperto che è una persona saggia e intelligente, una persona che sa parlare ai bambini. Mamma ti chiedo scusa se mi sono vergognata di te, mi dispiace, non ti conoscevo, sei una brava persona. Mi dispiace di essere cresciuta lontana da te – non avevi nient’altro e avevi perso anche me. Non hai potuto vedermi crescere e non hai potuto raccontarmi le tue canzoni, le tue storie.

Le testimonianze delle donne giapponesi: Il gruppo giapponese ha parlato in un incontro presso Donne affette da lebbrail centro episcopale S. Giovanni e S. Paolo di Auburn. Sadako Sato, Noriko Hirasawa, Mieko Morimoto e Suiko Shibata, le quattro donne si siedono in semicerchio per parlare delle loro esperienze. Due studentesse giapponesi presso un’università americana si sono offerte volontarie per fare da traduttrici. Inizia a parlare Noriko, la testa china, tutta rannicchiata e racconta con voce senza espressione dei campi di prigionia con filo spinato elettricizzato, delle violenze, degli aborti forzati, dei loro bambini portati via appena nati. La traduttrice comincia a piangere. Le quattro donne si fanno più piccole, le loro facce segnate da profondi solchi. Yasuji, il marito di Noriko, è un uomo simpatico, pieno di allegria, piange anche lui.

Bisogna raccontare per non dimenticare mai quello che è successo – è l’unico modo per  evitare che le tragedie si ripetono”, dice Sadako. Parla della legge giapponese che toglieva loro tutti i diritti, obbligandole a una vita da prigioniere, revocata solo nel 1996 e della loro causa nel tribunale giapponese per rivendicare i diritti umani violati. La causa è stata vinta nel 2001, e il governo ha accettato di pagare un risarcimento finanziario, utilizzato in parte per creare un museo sui lebbrosari giapponesi.

Creare alleanze: Oltre alla condivisione delle esperienze specifiche legate alla lebbra, la conferenza vuole creare alleanze per altre lotte per i diritti umani. La cerimonia presso il parco nazionale per i diritti delle donne è parte di questo tentativo. Durante la conferenza è stata inaugurata la mostra permanente di IDEA e un nuovo museo, Le Voci della Umanità, a Seneca Falls, dove si presentano le esperienze dei malati di lebbra insieme alle altre esperienze significative delle lotte per i diritti umani. Altre iniziative per creare alleanze comprendevano:

  • La visita alla casa di Harriet Tubman: Sig.ra Tubman, una ex-schiava dal Sud dell'America aveva aiutato altri 300 schiavi a fuggire dalla schiavitù tra il 1845 e il 1855. La visita presso la casa della sig.ra Tubman ad Auburn, è stata lo stimolo per parlare delle nuove schiavitù e della lotta per i diritti umani.
  • Waris Dirie e le mutilazione genitale femminile: Waris, scrittrice del libro “Fiori nel deserto” e ambasciatrice delle Nazioni Unite per la compagna contro la mutilazione genitale femminile, doveva parlare al gruppo ma ha dovuto rinunciare perché non ha ricevuto il visto americano in tempo. Al suo posto, la sorella ha parlato delle sfide legate a questo problema.
  • La Sig.ra Skienses, missionaria in Cina per circa 20 anni insieme a suo marito, il Dott. Skienses, ha parlato della seconda guerra mondiale mentre Pamela Parlapiano, una fotografa americana ha parlato del terrorismo e delle guerre.

Conclusioni: In generale le conferenze sulla lebbra parlano spesso della malattia, del trattamento e della ricerca, mentre l’iniziativa di IDEA mira a dare una voce alle persone che hanno vissuto la malattia sulla propria pelle e a condividerne le esperienze umane.

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