Salute per Tutti Movimento dei Popoli Per la Salute Sunil Deepak (2002)

Dopo la famosa conferenza di Alma Ata nel 1978, l’Assemblea Mondiale dell’OMS aveva approvato la risoluzione sulla “Salute per tutti entro il 2000” e aveva identificato Sanità di base come strategia per raggiungere questo obiettivo. Questa risoluzione diceva che la sanità di base dovrebbe fare parte integrante dello sviluppo socioeconomico di ogni paese.

Oggi quella risoluzione si è persa nella polvere che si accumula sui rapporti di Alma Ata e i rapporti annuali dell’OMS non parlano né della sanità di base né della salute per tutti. Il sogno di “Salute per Tutti” è stato svenduto all’industria medico-farmaceutica, perché “troppo costoso” mentre i programmi di “Raggiustamento Strutturale” e le “riforme” dei mercati, volute dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale danno lezioni di liberalizzazione, privatizzazione e taglio alle spese “inutili” alle popolazioni dei paesi poveri.

David Werner, attivista, scrittore e sostenitore del Movimento dei Popoli per la Salute scrive, “Appena dopo la conferenza di Alma Ata, i più importanti esperti della sanità pubblica dei paesi sviluppati hanno iniziato a tagliare le ali al concetto della sanità di base. Hanno detto che con la recessione mondiale e limitate risorse per i budget sanitari, questo approccio sarebbe troppo costoso. Hanno insistito che se vogliamo migliorare la situazione epidemiologica sanitaria, dobbiamo focalizzare la nostra strategia ad alcuni problemi sanitari prioritari.

Nella sua relazione all’ultima Assemblea Mondiale nel maggio 2002, la direttrice generale dell’OMS, dott.sa Brundtland ha detto, “Abbiamo una soluzione semplice e affidabile per rispondere ad alcuni dei più importanti rischi alla salute legati al consumismo malsano. E’ gratis. Essa funziona per i ricchi e i poveri, per gli uomini e le donne, per i giovani e per gli anziani. E’ l’attività fisica – almeno 30 minuti ogni giorno.” Questo stesso messaggio era il tema principale dell’OMS per la giornata internazionale sulla salute.

Siamo scioccati da questo consiglio che la dott.sa Brundtland da anche ai poveri e da questa scelta di focalizzare la giornata internazionale sulla salute. La stessa OMS riconosce che nei paesi poveri i problemi più gravi sono la malnutrizione e la mancanza di sufficienti alimenti. I poveri non hanno bisogno di fare 30 minuti di esercizio al giorno per risolvere il loro “consumismo malsano”, hanno bisogno di un po’ di sollievo dai chilometri di camminate per cercare acqua e legna, dal lavoro da schiavi sotto il sole cocente, dalla mancanza di soldi per comprarsi da mangiare. Come si può equiparare il problema di obesità in qualche milioni di persone con quello di circa un miliardo di persone che soffrono di malnutrizione e insufficienza alimentare? Secondo i dati dell’OMS e del’UNICEF, circa il 50% di tutti i bambini nei paesi in via di sviluppo sono malnutriti e ogni anno circa 12 milioni di bambini muoiono per cause banali come diarrea e infezioni respiratorie. Quale messaggio da l’OMS per loro?

Si continuano a parlare dei programmi verticali e la creazione di sempre nuove istituzioni per gestire questi programmi. La creazione del Fondo Globale per AIDS, Malaria e Tubercolosi è un’esempio di questa tendenza. A parte il fatto che nonostante le grandi promesse dei paesi industrializzati, questo fondo è rimasto quasi senza soldi, come si pensano di curare i malati di AIDS co programmi verticali? Soltanto rendere i farmaci anti retrovirali più accessibili ai paesi poveri, non può risolvere la situazione se non vi sono centri sanitari dove si possono diagnosticare i malati e se non c’è personale formato per seguire i malati? Come pensano di controllare la malaria soltanto a forza di zanzariere imbottite di pesticidi, se i poveri dormano senza letti e in ogni caso, non hanno i 6 dollari necessari per comprare la zanzariera?

Le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio sui brevetti sono sempre più rigide e permettono il furto delle conoscenze tradizionali dei gruppi indigeni. Le multinazionali dei farmaci e della biotecnologia dominano il mondo per ragionare sui guadagni senza limiti mentre il diritto delle persone povere alla servizi sanitari rimane una chimera, sempre più lontana. Un’organizzazione come l’UNICEF ha firmato un accordo con la catena di fast-food americana Macdonald per un finanziamento a favore dei bambini dei paesi poveri e dall’altra parte, le multinazionali come Shell, Nestle e Novartis, stanno creando le loro fondazioni di “beneficienza” per migliorare la propria immagine e per provare una nuova strategia di vendita dei loro prodotti.

In questa situazione, il Movimento dei Popoli per la Salute vuole valutare le proprie strategie. La Carta dei Popoli ha già due anni ed è stato diffuso in tutto il mondo. In questi 2 anni il mondo ha continuato a cambiare, purtroppo per molte questioni che ci stanno al cuore, è cambiato al peggio. Le nostre vittorie sembrano tante piccole e insignificanti. Questo ci scoraggia. Il mondo sembra un posto più complesso oggi di due anni fa. Ci invitano a parlare della Carta dei Popoli, ma più delle volte le nostre rimangono soltanto parole, senza produrre cambiamento nelle politiche delle istituzioni internazionali. Abbiamo ottenuto qualche successo come l’invito di parlare all’Assemblea Mondiale dell’OMS, ma questo non è sufficiente. Il nostro impatto è stato molto migliore sulle nostre realtà locali e meno a livello internazionale. Come possiamo trasportare il nostro successo dalle nostre realtà locali all’ambito internazionale?

Abbiamo bisogno di maggiore impegno, maggiore militanza, ma soprattutto abbiamo bisogno di creare maggiori collegamenti e reti con tutte le altre realtà impegnate nelle simili lotte per arrivare alle azioni concertate e condivise. Partecipazione alle forum sociali regionali, al summit di Johannesburg e al forum sociale mondiale di Porto Alegre, rientra in questa strategia. Abbiamo deciso di organizzare iniziative in molti paesi del mondo durante il 2003 per parlare del 25° anniversario di Alma Ata e lanciare la sfida di “Salute per Tutti Ora” perché i poveri non possono aspettare e nel frattempo continuare a morire mentre il mondo industrializzato lancia nuove guerre.

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